| categoria: politica

E dopo Mastrapasqua parte il toto-Inps. Treu in pole position

Tiziano Treu

Nei prossimi giorni, secondo alcune fonti forse già nel prossimo Cdm, il governo deciderà come procedere alla sostituzione di Antonio Mastrapasqua alla presidenza dell’Inps dopo le sue dimissioni. Un percorso accelerato rispetto alla naturale scadenza di fine 2014 e che vede Tiziano Treu in pole position in questa fase di traghettamento dell’istituto. Dall’ex ministro per il momento arriva il no comment. A suo favore gioca l’esperienza e il ruolo di garanzia che potrebbe svolgere nonché una sua posizione politica meno marcata rispetto ad altri candidati sebbene l’ex ministro del Lavoro vanti una chiara militanza nel centrosinistra. Unico handicap potrebbe essere la sua estrazione, la stessa del presidente del Civ, organismo di controllo e forse, secondo alcuni, l’età (75 anni). In queste ore non mancano comunque le altre candidature alla carica fino ad oggi occupata da Mastrapasqua, ad iniziare da Maurizio Sacconi, parlamentare del Nuovo Centrodestra e soprattutto già ministro del Lavoro e del Welfare durante i governi Berlusconi. I difficili equilibri politici nell’attuale fase di maggioranza di larghe intese e una sorta di tacita ‘alternanza’ farebbero però propendere per una scelta di centrosinistra per la poltrona del ‘Super Inps’ (l’ente negli ultimi anni ha assorbito gli altri istituti di previdenza a iniziare dall’Inpdap) condizione che, dicono alcuni osservatori, potrebbe favorire l’ex ministro del Lavoro del secondo governo Prodi, Cesare Damiano. Sia Sacconi che Damiano, tuttavia ricoprono il ruolo di parlamentari e dovrebbero eventualmente dimettersi dalla carica. Altre soluzioni potrebbero favorire una guida tecnica affidata, secondo alcune fonti, a Massimo Sarmi, il cui mandato alle Poste è in scadenza ma secondo le stesse fonti, appunto, in una fase delicata il candidato più adatto sembra avere proprio il profilo di Treu. Da escludere sarebbero anche altre ipotetiche scelte ‘non politiche’ come il ricorso al management interno per portare a conclusione il traghettamento dell’istituto in previsione della trasformazione della sua governance e il varo delle nuove norme sulla incompatibilità della presidenza con altre cariche

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