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MALTEMPO/ Roma in panne, la pioggia non dà tregua

La pioggia non dà tregua a Roma, dove permane l’emergenza maltempo innescata dal nubifragio di venerdì scorso: domani le scuole di Ostia e del litorale romano resteranno chiuse, mentre il Prefetto invita a recarsi nella Capitale solo per spostamenti assolutamente necessari. Il rischio caos, anche sul fronte della mobilità, è tutt’altro che lontano, e la periferia sud e quella nord della Capitale ancora non riescono a riemergere del tutto da allagamenti e frane. Ma se la piena del Tevere è passata nel cuore della Capitale la scorsa notte, senza causare particolari criticità, l’emergenza più forte oggi si è registrata alla foce del fiume, in particolare a Fiumicino, sul litorale a nord della Capitale, dove è dovuto intervenire l’esercito per liberare le case e le strade invase da tre giorni dall’acqua. La zona più colpita è quella dell’Isola Sacra, compresa tra la foce minore e maggiore del Tevere e piena di canali di bonifica, gonfi d’acqua. Qui le dieci idrovore a disposizione non bastavano più. Da tre giorni, decine di strade, terreni, campi agricoli, e centinaia di abitazioni, con molte persone intrappolate che chiedono aiuto, sono invase dall’acqua. Per questo il sindaco Esterno Montino si è rivolto al prefetto Roma Giuseppe Pecoraro invocando l’aiuto dell’esercito, appello che è stato subito accolto. Così nel pomeriggio, dalla Cecchignola è partita una colonna con una ventina di uomini, muniti autopompe, che dalle 19 sono al lavoro per cercare di ripristinare l’equilibrio idrico nella zona. Lavoreranno tutta la notte e anche domani. La Giunta, riunita oggi in seduta straordinaria, ha ufficializzato la richiesta di calamità naturale. E per domani il sindaco Montino ha deciso la chiusura di tutte le scuole del comune. Nella Capitale, invece, le scuole rimarranno aperte. Salvo che nelle zone del litorale (Ostia, Infernetto e Acilia), le più colpite dal nubifragio di venerdì scorso. Ancora disagi e anche rabbia nei quartieri a Nord della città come Prima Porta e Giustiniana, dove nel pomeriggio il sindaco di Roma Ignazio Marino ha fatto alcuni sopralluoghi e ha visitato la parrocchia di S.Alfonso de Liguori, la stessa dove il Papa ieri ha chiamato il parroco, preoccupato per il maltempo. I trenta sfollati che vi erano ospitati sono stati trasferiti dal Comune in un vicino Hotel. «Sindaco – ha detto a Marino una volontaria – L’acqua veniva su dai tombini. C’è carenza di manutenzione». «Dobbiamo trovare soluzioni – le ha risposto il sindaco – bisogna aumentare le idrovore». Marino ha anche annunciato che la giunta domani valutarà i danni. «La situazione è ancora molto grave – ha aggiunto – continua lo stato di emergenza soprattutto in alcune aree della città». Dalla piena del fiume Tevere di ieri sera e nelle precedenti 48 ore sono caduti in media 150/160 millimetri di pioggia su Roma e nel bacino della bassa valle del Tevere. «Un evento straordinario», per il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Anche nel cuore di Roma, in via del Corso, c’è stato un problema: per un guasto ad una tubatura, parte della strada, non lontano da Palazzo Chigi, si è allagata. «La piena oggi è qui», hanno ironizzato alcuni commercianti, anche se il problema sembra non essere legato al maltempo. E anche nell’Hinterland della Capitale la situazione non è migliore. A Riano è franata una collina a ridosso di alcune abitazione, 240 persone sono state sfollate. Il maltempo non dà tregua.

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