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Scopelliti, nuova lettera di minacce, nel mirino la mia famiglia

Si alza in Calabria il livello delle minacce da parte della criminalità nei confronti delle istituzioni. E nel mirino, come era già avvenuto in passato, c’è il presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti, per la sua azione di rinnovamento in tutti i settori di attività dell’ente. Scopelliti, durante un forum all’ANSA, ha rivelato che venerdì scorso in Consiglio regionale, nel corso dell’ultima seduta, gli è stata fatta recapitare una lettera contenente minacce ai suoi più stretti familiari. «Dopo le tante minacce ricevute dalla mia persona – ha detto il Governatore della Calabria – adesso hanno cambiato obiettivo e nel mirino c’è la mia famiglia. Si tratta di un fatto grave che fa aumentare il livello della pressione nei miei confronti da parte di ambienti criminali che tentano di condizionare le mie scelte ed il mio operato». «Oggi ancora più di ieri – ha aggiunto il presidente Scopelliti – avverto la necessità di dire a tutti coloro che hanno condiviso la nostra esperienza di governo che bisogna fare ancora una volta quadrato proprio per far sì che non si lascino spazi di penetrazione alcuna. La nostra è una sfida che forse apparirà a molti impossibile, ma che contrariamente al passato, soltanto noi calabresi potremo vincere». La lettera di minacce è stata consegnata immediatamente alle forze dell’ordine ed al Prefetto di Reggio Calabria. Si vedrà adesso se le indagini che ne scaturiranno consentiranno d’individuare i responsabili di questo nuovo capitolo della lunga catena di pressioni che in Calabria la criminalità tenta di esercitare su chi amministra la cosa pubblica nel tentativo di condizionarne le scelte. Il forum all’ANSA è stata l’occasione per il presidente Scopelliti per fare riferimento ai temi politici di maggiore attualità, in relazione anche alla sua adesione al Nuovo centrodestra in funzione, tra l’altro, di una sua possibile ricandidatura alla presidenza della Regione, ed alla questione del prossimo trasbordo delle armi chimiche siriane nel porto di Gioia Tauro. «La Calabria può cambiare – ha detto il Governatore – se c’è un ragionamento che può andare avanti nel dialogo e nel confronto. Io sono disponibile a ricandidarmi anche perchè credo che per lavorare bene ci sia bisogno di due legislature. Tra l’altro, non è mai accaduto in Calabria che un presidente di Regione venga rieletto». «L’unione del centrodestra nella Regione Calabria – ha detto ancora Scopelliti – ci ha permesso di non avere mai avuto problemi di coesione politica. La Calabria è stata anche un importante terreno di sperimentazione. È necessaria però una politica nuova, che possa mettere al centro i problemi ed i bisogni veri delle persone, al di là di ogni conflittualità». Sul trasbordo delle armi siriane nel porto di Gioia Tauro, Scopelliti ha detto di avere chiesto al Governo «certezze sulla loro pericolosità. La risposta è stata che questa può essere considerata un’operazione di routine anche perchè ne sono state fatte di analoghe in passato proprio a Gioia Tauro. Se poi questo ci consentirà di ottenere per Gioia la Zona economica speciale, ne deriveranno vantaggi molto significativi per il sistema delle imprese calabresi.

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