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Decreto carceri: bagarre alla Camera, espulso Buonanno

Nuova bagarre alla Camera per l’esame del decreto Carceri, su cui ieri il governo ha incassato la fiducia. Dopo le proteste di ieri, anche oggi la Lega Nord ha inscenato una contestazione a colpi di ordini del giorno e cartelli contro la maggioranza, definiti “provocatori” dal presidente di turno di Montecitorio, Luigi Di Maio (M5s).

Gianluca Buonanno (Lega), che ieri aveva mostrato delle manette in Aula, nel corso del suo intervento ha mostrato un cartello con la scritta “Pd complice dei mafiosi”, un’accusa ribadita anche verbalmente. I deputati del Pd hanno reagito duramente all’ennesima intemperanza di Buonanno, e hanno chiesto provvedimenti al vicepresidente dell’Assemblea il quale ha fatto intervenire i commessi per rimuovere il cartello. Di Maio ha prima richiamato due volte Buonanno e poi lo ha invitato ad abbandonare l’Aula.

Nel pomeriggio il parlamentare leghista è stato riammesso ai lavori dell’Aula dalla presidente della Camera, Laura Boldrini. “Si è impegnato a non adottare ulteriori comportamenti volti a turbare la discussione e l’ordine della seduta” fa sapere Boldrini.

Oggi il voto finale. L’ostruzionismo dell’opposizione continua. Lega Nord e M5s, contrari al decreto insieme a Fratelli d’Italia e Sel, hanno presentato 120 ordini del giorno che la Camera sta esaminando. Ma i Cinque stelle attaccano la gestione dell’iter parlamentare del provvedimento: “Durante l’esame del decreto, il dibattito parlamentare è stato decapitato ed è stato messo un bavaglio alle opposizioni” denuncia il M5s, evidenziando anche “una gestione dittatoriale dei lavori in Commissione Giustizia da parte della presidente Donatella Ferranti (Pd)”.
Al termine della seduta di oggi dovrebbe arrivare il via libera finale dalla Camera al decreto. L’esame passerà quindi al Senato che dovrà dare il via libero definitivo entro la scadenza del dl del prossimo 21 febbraio.

“Ci piacerebbe portare alla decadenza il decreto. Certo è che questa volta i tempi sono a favore dal Governo. Speriamo che il Senato possa migliorare questo decreto” afferma il capogruppo a Cinque stelle, Federico D’Incà, rispondendo a chi gli chiede se il Movimento punti a fare ostruzionismo per far decadere il decreto legge come già tentato con il decreto Imu-Bankitalia.

Le parole di Napolitano. Sul tema del sovraffollamento carcerario è intervenuto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel corso di un incontro a Strasburgo con i parlamentari europei italiani. “La Corte europea dei diritti dell’uomo ha emanato nei confronti dell’Italia un’accusa pesantissima e se riterrà che non ci siamo adeguati a quella che è un’umanizzazione delle carceri, c’è il rischio che accetti tutti i ricorsi presentati e che lo Stato venga condannato a pagare centinaia e centinaia di milioni di euro” ha detto Napolitano, precisando che innanzitutto l’Italia “si mette in regola con la propria coscienza” su un tema sul quale “noi siamo stati messi con le spalle al muro” da parte dell’Unione Europea.

Le misure del decreto. Tra le principali norme previste dal decreto una delle novità principali sarà l’utilizzo dei braccialetti elettronici per tutti casi in cui i giudici lo riterranno necessario e con maggiori controlli e verrà ampliata l’applicazione dell’affidamento in prova. Il provvedimento prevede ulteriori sconti di pena, calcolati sul buon comportamento dei carcerati e che vedono comunque esclusi i condannati per mafia e altri delitti gravi. E ancora: nuove norme per il reato di piccolo spaccio che diventa reato autonomo, maggiore facilità per l’espulsione dei detenuti stranieri come alternativa alla carcerazione e l’istituzione del garante dei detenuti che dovrà vigilare sul rispetto dei diritti umani e dei Cie.

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