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STAMINA/ Il nuovo comitato, confermato il presidente Ferrari

Mauro Ferrari, presidente del comitato sul metodo Stamina

Sarebbe ormai imminente, entro pochi giorni, il decreto di nomina del nuovo comitato chiamato dal ministero della Salute a pronunciarsi sul metodo Stamina, ma con alcune novità: ci sarebbero infatti almeno un paio di defezioni spontanee tra gli esperti individuati, mentre resta ferma l’intenzione del ministro Beatrice Lorenzin di mantenere Mauro Ferrari a capo del gruppo di esperti. Intanto agli Spedali di Brescia, un nuovo paziente, un bambino affetto da una malattia genetica, ha avviato il trattamento Stamina dopo il via libera del tribunale di Trapani. Nonostante le polemiche sulle dichiarazioni di Ferrari durante la trasmissione Le Iene e la presa di posizione contraria da parte di un gruppo di scienziati italiani, il ministro avrebbe dunque intenzione di mantenere la struttura del comitato annunciato a fine dicembre ma ancora non confermato dal decreto di nomina. Nel comitato dovrebbero essere inseriti quindi altri nomi, alcuni in sostituzione di quelli degli esperti che vogliono uscire, e a questi si aggiungerebbero quelli dei rappresentati delle famiglie dei malati e delle istituzioni sanitarie. Sui tempi, anche se dal ministero della Salute si auspica una decisione entro la settimana, resta però l’incognita delle necessità di individuare un nuovo presidente qualora l’avvocatura rilevasse l’incompatibilità dell’incarico per Ferrari alla luce delle dichiarazioni rilasciate. A fronte delle polemiche degli ultimi giorni, anche il neurologo Antonio Uccelli, tra i membri designati del nuovo Comitato, ha oggi chiarito la sua posizione: «Rimango a disposizione del ministro e delle Istituzioni, se mi vogliono e se ritengono che la mia esperienza sia peculiare. Sarei tranquillo nel fare un passo indietro – afferma – se ciò fosse ritenuto necessario, ma con l’amarezza di essere stato giudicato inidoneo all’incarico per delle dichiarazioni che credo condivisibili e di solo buon senso» e relative «all’importanza delle regole condivise» nella scienza e nella Medicina. Fa intanto discutere l’avvio del protocollo Stamina per un nuovo piccolo paziente a Brescia: «Ieri – afferma il presidente di Stamina Foundation, Davide Vannoni – è stato effettuato il prelievo delle cellule staminali dal genitore di un bambino affetto da una patologia genetica, su autorizzazione del giudice di Trapani. Il giudice – spiega – ha però indicato, per la prima volta, anche i nomi dei medici che devono effettuare il trattamento, ovvero i nove medici dell’equipe degli Spedali di Brescia che hanno finora eseguito il protocollo. Nell’ordinanza, inoltre, il giudice ha anche inserito la data nella quale la procedura doveva iniziare». In questo modo, sottolinea, «si risponde in un certo senso alla richiesta dei medici di Brescia di una maggiore tutela legale». Critico, in merito, il direttore del Laboratorio cellule staminali dell’università Sapienza di Roma Paolo Bianco: «Inconcepibile che il ministro della Salute non intervenga, e anzi che il Consiglio dei ministri non ravvisi la gravità di quanto accade e l’urgenza di metter fine a tutto questo. Ancora più inconcepibile che l’Ordine dei Medici non si opponga». Se il confronto resta acceso, l’attesa è grande anche per il processo per truffa contro Vannoni che si apre venerdì a Torino: «Ho dato al mio avvocato due dossier sulla vicenda. Ho risposto con documenti e prove ai capi di accusa. Ho gli strumenti per difendermi e mi sento sereno», commenta il presidente di Stamina.

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