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Tumori, oltre la metà della spesa del Sistema Sanitario si concentra nelle fasi iniziali e terminali

Trattamento chemioterapico

La distribuzione della spesa sanitaria pubblica per un tumore in Italia varia in funzione della fase di malattia: oltre la meta delle risorse economiche, il 57%, vengono infatti assorbite per diagnosticare e sottoporre il paziente a trattamenti primari (come chemioterapia, radioterapia o interventi chirurgici) e nella fase terminale della patologia, in cui spesso si richiede l’accesso alle cure palliative. Questo pone il nostro Paese sostanzialmente in linea con gli altri Paesi europei e con gli Stati Uniti. È quanto è emerso al seminario «L’impatto dei tumori sui sistemi sanitari: approcci ed esperienze a confronto» organizzato dal Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità, dove sono stati presentati i dati della monografia«Comparing Cancer care and Economic Outcomes Across Health Systems: Challenges and Opportunities», pubblicata sul Journal of the national cancer institute (Jnci), nella quale vi è un confronto specifico tra i malati over 65 di tumore al colon in Italia e negli Usa. Nella ricerca, basata sulla comparazione dei dati del programma assicurativo americano Medicare con quelli di due registri tumori italiani , quello del Veneto e quello dell’Umbria, emerge anche che i percorsi terapeutici sono simili tra i due Paesi, mentre la permanenza in ospedale dei pazienti in Italia, pari a 30 giorni in media, è il doppio di quella negli Stati Uniti, dove si aggira intorno ai 15 giorni.

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