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M5S sfida la Boldrini, delle sanzioni ce ne infischiamo

«Maxi-processo con il M5s». Così il blog di Beppe Grillo dà notizia dell’avvio dell’esame in ufficio di presidenza della Camera della posizione di 40 deputati, di cui 35 del M5S, protagonisti degli ultimi disordini a Montecitorio. Tredici i deputati, tutti del M5S, ascoltati oggi in brevi audizioni di 5 minuti. Tra loro anche Massimo De Rosa, autore degli insulti sessisti a sette deputate Pd, e Alessandro Di Battista, finito sotto procedimento per l’aggressione al capogruppo del Pd Roberto Speranza. Finito l’ «interrogatorio», Di Battista dribbla i cronisti ed annuncia: «le mie considerazioni le posto su Fb». Detto, fatto: «Pur sforzandomi non riesco a intravedere alcuna autorità in questo pseudo tribunale. Per cui fate quello che volete, francamente me ne infischio». La guerriglia dei grillini contro Laura Boldrini, insomma, non si arresta. La deputata Roberta Lombardi le scrive anche una lettera: «Cara Laura – si legge – dopo la tua veemente solidarietà a Bignardi, Fazio, Augias, Pippo, Pluto e Paperino, a tutti tranne che alla mia collega Loredana Lupo, picchiata dal tuo deputato questore sotto i tuoi occhi, devo dire che a otto giorni da tale episodio trovo il tuo silenzio assordante». Il parapiglia scatenato dai Cinque Stelle con gli strascichi degli attacchi alla terza carica dello Stato non si arresta. Il caso finisce anche in direzione Pd: «L’escalation è legata alle riforme. Il tono è più alto perchè si è iniziato a produrre risultati che tolgono la terra sotto i piedi ai movimenti della protesta» è la lettura di Matteo Renzi. Che subito dopo rincara la dose: «Soffro a vederli come prigionieri politici: ‘uscite, liberate la voglia di dare una mano al paesè» gli manda a dire. Anche Enrico Letta torna sulla vicenda: «Sono d’accordo con Matteo: appena è partito un percorso di riforme efficace loro si sono messi di traverso». E pare rispondergli, a distanza, il deputato M5s Carlo Sibilia in un’altra lettera aperta indirizzata proprio ai colleghi dem. «Cari parlamentari del Pd, vi prego, parliamo di proposte serie» perchè, afferma in un altro passo della lunga missiva, «basta guardare le vostre dichiarazioni, i vostri tweet negli ultimi 7 giorni. Vedrete solo attacchi acidi, spudorati, intrisi di odio e senza senso alcuno nei confronti del M5S. Non ho letto di una proposta che sia una per risolvere i problemi del paese». E replicano a Letta anche i senatori: «vista la preoccupazione di Letta nel diffondere notizie false, gli ricordiamo che il M5s risulta in crescita, rispettivamente al 24,1% e al 25,4%». «Parole, tante parole per il PD di Renzi, Letta e Co. Poi ci sono i fatti» incalza Paola Taverna. Intanto alcuni degli espulsi e fuoriusciti del M5S si mettono insieme per creare una «alternativa al partito-azienda di Grillo e Casaleggio». Hanno fondato un movimento, Democrazia in Movimento (DiM), che domenica terrà la sua Assemblea nazionale. Aderiscono, tra gli altri, il consigliere comunale ferrarese Valentino Tavolazzi, il primo espulso via blog da Beppe Grillo, Fabio D’Anna di Palermo, Fulvio Biagini, «reo» di aver formulato 20 scomode domande a Casaleggio.

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