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Pontino, concessioni troppo costose

Cercare tracce di turismo nel capoluogo pontino è un viaggio a dir poco disarmante. L’attualità e la sua storia narrano di utopie ed eterne, costosissime,incompiute. Nonostante i suoi 13 chilometri di territorio costiero, a Latina si fa fatica a progettare un’idea di turismo balneare. Sembra un paradosso, ma manca la materia prima: il mare, la spiaggia, la ricettività. E nonostante questo si lanciano sfide impossibili, come quella che porta il nome dell’assessore all’ambiente Fabrizio Cirilli: far conquistare a Latina la bandiera blu per l’anno 2014. Ciascuno, per carità, ha il diritto di vendere sogni, ma la realtà è ben altra.

Come fare Latina a vedersela con gli altri lidi premiati con il vessillo della Fee – Ventotene, San Felice al Circeo, Sabaudia e Sperlonga – resta un mistero, visto che i parametri di giudizio sono pressoché inarrivabili, ad oggi, per la ‘capitale’ pontina.

Ecco allora che qualità delle acque di balneazione, depurazione delle acque reflue, livello di raccolta differenziata dei rifiuti, iniziative di educazione ed informazione ambientale, miglioramento della sostenibilità ambientale, dell’efficienza energetica, dell’offerta turistica e dei servizi nelle spiagge rappresentano un ostacolo insormontabile all’ottenimento del marchio che potrebbe attirare qualche bagnante in più.

Anche per il 2014, dunque, con i campeggi semichiusi e le spiagge da mettere a punto, senza tenere conto della persistenza di alcuni cantieri aperti per l’avvio della riqualificazione del lungomare con i fondi europei, non potrà dirsi un anno buono per l’economia turistica locale. Anche il piano di utilizzo degli arenili non sarà pronto prima dell’estate 2015, e per adesso ci si dovrà accontentare.

A cambiare volto ci si prova da decenni, ma nessuna amministrazione ci è mai riuscita: esempio fulgido di fallimento restano a futura memoria le Terme di Fogliano – o meglio – l’idea neanche tanto male di creare un polo termale a ridosso del parco del Circeo, alle spalle del lungomare di Latina. Ma l’incapacità amministrativa e la scelta di partner sbagliati hanno portato solo danni alle casse comunali, su cui pende ancora un decreto ingiuntivo da 4milioni e mezzo di euro per la trivellazione dei pozzi.

E cosa resta da fare allo sventurato turista che arrivi a Latina per puro caso, o per masochismo? Il primissimo passo, quello di orientarsi con il web, metterebbe in crisi chiunque. La voce ‘Turismo’ sul sito dell’amministrazione comunale presenta appena cinque itinerari turistici: solo per citare i più importanti, il Comune consiglia di visitare la casa del Martirio di Santa Maria Goretti, il territorio costiero, l’architettura razionalista.

Difficile tenere in piedi un sistema con queste poche attrattive e così si è pensato di dotare Latina di un porticciolo da dove potessero salpare gli aliscafi per le isole. Ma anche l’approdo al canale di Rio Martino, fortemente voluto dal comune di Sabaudia, Armando Cusani e dalla morente amministrazione provinciale, resterà al palo come il sogno di andare da Latina all’arcipelago pontino senza andare ad Anzio o a Terracina.

Ma le cose non vanno meglio nelle più rinomate località balneari pontine, come a San Felice Circeo, dove i balneari già piangono miseria all’ipotesi di un incremento delle concessioni.Come spiega l’imprenditore Pietro Capponi: «Non possiamo permettere che i lidi del Circeo diventino di categoria ‘A’, significherebbe raddoppiare l’attuale costo di concessione arrivando a superare i 15mila euro. Già paghiamo la Tares sull’intera superficie del lido anzichè per i soli fabbricati..senza dimenticare che non ci sono neanche i raccoglitori per l’immondizia…». Insomma, anche l’estate del Circeo parte già male: altra grana in vista per il sindaco Petrucci.

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