| categoria: Roma e Lazio

Roma, una gruviera. Danni per 243 milioni ed è ancora allerta meteo

Oltre 243 milioni di euro: è il calcolo dei danni causati dal maltempo effettuato dal Campidoglio a tempi di record dopo le ricognizioni del sindaco Marino con i tecnici del Comune. Il 90% di questi riguarda edifici e infrastrutture: tra palazzi, strade, acquedotti e fognature sono stati calcolati 222.146.525 euro. Le spese correlate ai problemi idrogeologico del territorio, invece, sono pari a 3.713.450 euro e comprendoo interventi su giardini pubblici, aree stradali, parchi e viale alberati. Altri 12 milioni di euro sono stimati per interventi di rimozione piante, alberi, frane e pulizia fossi e bocchettoni. La voce di spesa aggregata più considerevole riguarda però le stazioni e il tracciato ferroviario della metropolitana, che si aggira intero a 46 milioni di euro.

Tra i municipi più colpiti, il X e il XV. Solo nella zona dell’Infernetto, Ostia e Casal Palocco servono 5 milioni di euro per interventi su edifici e infrastrutture, mentre 2,5 milioni sono necessari per le opere di viabilità di Piana del Sole e oltre un milione per via Boccea. La stima è stata fatta consultando tutti i municipi ed è stata licenziata nel corso di una riunione di giunta.

Allerta meteo. Il bilancio però potrebbe non essere definitivo perché, come si legge in una nota diffusa dalla Regione Lazio, “il Centro Funzionale Regionale rende noto che il Dipartimento di Protezione Civile ha emesso un’estensione dell’Avviso di condizioni meteorologiche avverse che prevede dal pomeriggio di oggi, e per le successive 12-18 ore il persistere di ‘precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica e forti raffiche di vento'”. “La Sala operativa permanente della Regione Lazio ha altresì emesso l’Allertamento del sistema di Protezione civile regionale e informato tutte strutture ad adottare tutti gli adempimenti di competenza. Si ricorda che per ogni emergenza è possibile fare riferimento alla Sala Operativa Regionale al numero 803.555”.

Continua intanto a scendere il livello del Tevere, che ritirandosi dalle banchine comincia a scoprire una grande quantità di fanghiglia e detriti trasportati ai lati del letto del fiume dalla piena. Per le vie della capitale è sempre più emergenza buche. Le forti piogge hanno spaccato in più punti l’asfalto. Una possibile soluzione sulla manutenzione stradale è stata annunciata ieri dal sindaco Ignazio Marino: entro l’anno – è la promessa – tutto l’asfalto sarà rinnovato. E allo studio del Campidoglio c’è anche un piano che prevede l’adozione delle strade da parte delle imprese che si aggiudicheranno il bando; la ricerca di sponsor privati per reperire fondi e un sistema innovativo per verificare che i lavori siano fatti a regola d’arte. Ma dall’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici è arrivato un primo altolà: “Le richieste del sindaco di Roma sulle garanzie dei lavori effettuati sono giuste e l’irritazione sulle condizioni scadenti del manto stradale è condivisibile” ma non servono ”nuove norme perché l’assicurazione sui lavori compiuti c’è già”.

Dunque, chiarisce l’Autorità “non serve invocare nuove norme o richiedere particolari garanzie ulteriori a quelle esistenti poiché la polizza assicurativa di durata decennale, a copertura dei rischi di rovina parziale o totale dell’opera, è già prevista per i contratti pubblici. C’è la possibilità – precisa l’Authority – di richiedere il ripristino del manto o delle opere all’appaltatore per vizi o difformità dovendo l’appaltatore, sulla base delle norme esistenti, rispondere entro due anni dal collaudo delle difformità o vizi che derivano da carenze nella realizzazione dell’opera”. ”Tra l’altro, i Comuni e in generale le stazioni appaltanti possono richiedere all’appaltatore, ai sensi dell’art. 1669 del codice civile, il ripristino delle opere se, nel corso di dieci anni dal compimento, l’opera, per vizio del suolo o per difetto della costruzione, rovina in tutto o in parte, ovvero presenta evidente pericolo di rovina o gravi difetti, purché sia fatta la denunzia entro un anno dalla scoperta”. L’Autorità ha aperto una specifica indagine al fine di appurare l’attivazione da parte delle stazioni appaltanti delle procedure sottese al ripristino delle opere a seguito accertamento di vizi o difetti in quanto la mancata attivazione delle suddette procedure configura un danno all’erario.

Così mentre continua la conta dei danni, anche il Papa al termine dell’udienza generale, nei saluti in italiano, ha voluto ricordareo, a braccio, i “tanti fratelli e sorelle che soffrono le conseguenze di tanta pioggia, a Roma e in Toscana, che possano avere – ha auspicato – il nostro sforzo, la nostra solidarietà e il nostro amore”.

Tevere. La pioggia si è fermata e continua a scendere il livello del Tevere. Alle 11.15 la stazione idrometrica di Ripetta registrava un’altezza di 8,39 metri, con una sensibile diminuzione (così come l’Aniene, 4,45 metri a Ponte Salario allo stesso orario) rispetto alle scorse ore e una tendenza a scendere ancora sotto il livello di guardia, fissato a 7 metri. Tutti gli accessi al livello del fiume restano chiusi e continuano i presidi, mentre l’Ama sta già organizzando le proprie squadre, di concerto con le competenti autorità di bacino, per effettuare la rimozione dei detriti e della fanghiglia dalle banchine quando l’acqua si sarà ritirata del tutto.

Ieri il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha firmato la richiesta dello stato di emergenza. “La Protezione civile valuterà il nostro rapporto e il Consiglio dei ministri poi dovrà decidere. Ci sono stati danni ingenti – ha proseguito Zingaretti – frane nella zona del Frusinate, a Riano, nella zona di Capena e in tutta quella parte della provincia di Roma e poi c’è tutto il tema di Fiumicino. Lo stato di emergenza apre un rapporto con il governo su fenomeni molto particolari come frane, voragini e dissesto idrogeologico e su questo stiamo lavorando”, ha concluso.

Ma il maltempo non ha risparmiato nemmeno la Pisana. Il palazzo del Consiglio regionale è, infatti, rimasto ‘segnato’ dalla ‘bomba d’acqua’ caduta su Roma nel fine settimana: il parquet di uno dei corridoi che conduce al cosiddetto acquario è stato tolto in più parti, a causa dell’acqua caduta dal soffitto, ed è stata posizonata una guida rossa che prima non c’era. Stesso discorso per l’acquario, dove è comparso un secchio, presumibilmente per la raccolta dell’acqua, e anche in questo caso il parquet è saltato in un punto. All’ingresso invece è andata in scena la protesta di un centinaio di alluvionati, in particolare dei municipi X e XI di Roma, che hanno chiesto di parlare col presidente della Regione, Nicola Zingaretti, che però non sta partecipando alla seduta del Consiglio regionale.

A Roma e nel resto della regione si sta tornando alla normalità. I ‘gladiatori’, ormai da dieci giorni e nove notti in presidio a oltranza nella sede dell’assessorato all’Ambiente e della Protezione civile capitolina, a Porta Metronia, si sono offerti volontari per aiutare il Comune nei soccorsi dopo l’emergenza maltempo. I 140 ex vigilantes dell’Istituto dell’Urbe e dipendenti dell’Ancr, in attesa di evoluzioni sulla loro situazione e con la promessa ormai di lungo corso di un’assunzione all’Ama, hanno infatti dato la propria disponibilità al direttore della Protezione civile capitolina, Mario Vallorosi, che ha già girato da domenica la loro richiesta al sindaco Ignazio Marino e all’assessore all’Ambiente, Estella Marino. “Visto che siamo qui in presidio per ovvi motivi e in attesa delle risposte che dobbiamo avere (domani dovrebbero incontrare Estella Marino, ndr) abbiamo dato la nostra disponibilità a Vallorosi, che ne è rimasto molto soddisfatto”, ha spiegato il portavoce della protesta dei lavoratori e delegato Usb, Mauro Giuggioli, sottolineando che “noi abbiamo bisogno di lavorare e vogliamo farlo, perché siamo volenterosi, non nullafacenti”.

Trasporti. A tracciare e aggiornare la situazione del trasporto pubblico locale a Roma, dopo l’ondata di maltempo che ha colpito la Capitale, è l’Agenzia della mobilità Sempre aperte e regolarmente in servizio le metropolitane A, B e B1 e le ferrovie Roma-Lido, Termini-Giardinetti e Roma-CivitaCastellana-Viterbo, e sulla ferrovia Roma-Nord è stata riaperta la stazione La Celsa. Ripristinata anche la viabilità su largo Goldoni e in via Tomacelli, a via del Corso, e tornate di nuovo sui normali percorsi le linee bus 81, 117, 119, 628, 913, N6 e N25. Sono 24, al momento, le linee di superficie interessate da deviazioni. A causa del cedimento del manto stradale in via dell’Idroscalo, le linee 05, 014 e 015 in direzione Baffigo/Idroscalo sono deviate in via Baffigo e via Mastrangelo. Le linee 160, 670 e 671 in direzione Centro, per la chiusura di viale di Tor Marancia tra via Annio Felice e piazza Elio Rufino, sono deviate su viale di Tor Marancia, via Annio Felice, via di Santa Petronilla, via Marco e Marcelliano e viale di Tor Marancia. La linea 022 in direzione Asisium segue il normale percorso, mentre in direzione Prima Porta percorrere l’itinerario tradizionale fino a via delle Galline Bianche, poi rampa di immissione sulla Flaminia direzione Roma Centro, che viene percorsa fino a dopo il ponte del Gra, quindi via Fornace Vignolo, Gra sino all’uscita Flaminia/Prima Porta, via Flaminia (viadotto Giubileo del 2000), via Tiberina, piazza Saxa Rubra e poi ritorno al percorso normale. La linea 023 in direzione del capolinea Candoni da Malagrotta percorre via Aurelia in direzione Centro fino al cavalcavia per via Guerra, poi prosegue per la stessa via Guerra, via del Casale Lumbroso fino a via di Malagrotta, poi percorso normale. I bus diretti al capolinea Malagrotta seguono l’itinerario regolare fino a via di Malagrotta altezza incrocio con via del Casale Lumbroso, quindi via del Casale Lumbroso fino all’incrocio con via Romano Guerra, poi via Guerra sino all’immissione su via Aurelia direzione Malagrotta e infine percorso su via Aurelia fino allo svincolo di Malagrotta

Viabilità. Voragini in viale di Tor Marancia, smottamenti in via Boccea, disagi anche sull’Aurelia Antica. Continuano le ripercussioni sul traffico dell’ondata di maltempo dello scorso giovedì che ha causato ancora la chiusura alla circolazione di diverse strade. Ecco la mappa aggiornata dall’Agenzia della mobilità di Roma. Via Boccea, per smottamenti, è interdetta al traffico all’altezza del chilometro 15, così come viale di Tor Marancia, chiusa da via Annio Felice in direzione Colombo a causa dell’apertura di una voragine. Sull’Aurelia Antica è stato istituito il senso unico alternato tra largo Tommaso Perassi e largo Don Luigi Guanella, mentre è chiusa via della Maglianella, tra via di Boccea e l’Aurelia (escluso il traffico locale, chi arriva da via Boccea con direzione Gra deve percorrere via Casal del Marmo). Chiusa per smottamenti via della Marcigliana, dal civico 116 a via Salaria, così come via di

Malagrotta, a causa del cedimento del ponte di collegamento da Ponte Galeria all’ingresso della raffineria. Ancora interdetta poi la Panoramica in direzione piazzale Clodio, così come la Cassia nel tratto fra piazza dei Giuochi Delfici e via Vilfredo Pareto, mentre sull’Olimpica, tra Tor di Quinto e la galleria Giovanni XXIII, il transito dei veicoli avviene ancora su una sola carreggiata (quella in direzione San Giovanni), che è stata resa percorribile in entrambe le direzioni.

Ti potrebbero interessare anche:

Inchiesta Bus disabili-Provincia, chiesto il rinvio a giudizio per 14
Logo M5S su auto car sharing, l'Agenzia per la Mobilità: valuteremo i danni
Il dieselgate fa tremare il Lazio
Centrodestra caos, Bertolaso addio? Ma il cav non sceglie tra Meloni e Marchini
Corruzione in Campidoglio, si apre il vaso di Pandora
Crolla un albero al Luneur: donna in gravi condizioni



wordpress stat