| categoria: politica

India, ministero Interno: esclusa la pena di morte per i due marò

Il ministero indiano degli Interni ha autorizzato la polizia Nia a perseguire i due marò “in base al Sua Act, ma senza invocare l’articolo che prevede la pena di morte”. Lo ha dichiarato oggi all’ANSA il portavoce del ministero indiano degli Interni Kuldeep Dhatwalia. Nella nuova ordinanza, ha aggiunto il portavoce confermando le notizie già trapelate ieri in questo senso, il dicastero “ha rimosso il riferimento alla clausola della pena di morte, mentre – aggiunge – tutte le altre disposizioni rimangono le stesse”.

La stampa indiana aveva anticipato questo sviluppo. Secondo Times of India, il governo ha ordinato alla polizia investigativa della National Indian Agency lunedì, nell’udienza dinanzi alla Corte Suprema, di perseguire Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, accusati dell’uccisione di un pescatore erroneamente scambiato per pirata, in base a un passaggio del Sua Act (sezione 3 comma ‘A’) che comporta una pena massima di 10 anni (l’ipotesi circolata finora era invece di ricorrere al comma G-1 che prevede obbligatoriamente la pena di morte per chi abbia commesso un omicidio in mare). Secondo The Economic Times, i due militari ipotizzava invece che i due militari possano essere anche incriminati per omicidio in base alla sezione 302 del codice penale indiano che prevede l’ergastolo e, ma solo nei casi più estremi, la pena di morte.

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