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MOSTRE/ E’ un buco nel muro ma è un dipinto: muratore lo stucca

Il dipinto del 'buco nel muro'

Quel ‘bucò nel muro, ombreggiato su una parete con la tecnica del trompe l’oleil, aveva lasciato più di un dubbio ai tanti appassionati di pittura passati per le sale del Mar, il Museo d’arte di Ravenna: sarà vero o sarà solo un disegno? A propendere per la prima ipotesi, sublimando così l’opera resa, di fatto, ‘più vera del verò, un operaio, addetto ai lavori nella struttura romagnola che, preso un pò di stucco, non ci ha pensato due volte e ha chiuso il foro una volta per tutte. La curiosa vicenda ha come protagonista un’installazione di Eron, al secolo Davide Salvadei, riminese, già eletto miglior ‘street artist’ italiano dalla rivista specializzata ‘Aelle Magazinè alla fine degli anni Novanta e protagonista della scena internazionale per la sua ricerca figurativa nel mondo dell’arte di strada e della pittura contemporanea. Chiamato a Ravenna per una delle tre mostre del progetto ‘Critica in artè, Eron ha disegnato, su una delle pareti espositive, l’ombra lasciata da un grande specchio, posizionato sul pavimento come se fosse caduto. Per rendere ancor più realistica la scena ha realizzato persino il buco del chiodo che avrebbe dovuto sostenere la cornice dello specchio. Un’esecuzione così perfetta da trarre in inganno tanti visitatori della mostra curata da Davide Caroli. Chiusa poco meno di un mese fa, lo specchio è stato rimesso al suo posto lasciando da ridipingere la parete con il buco, legato all’installazione e quindi passibile di una mano di vernice. Tuttavia quando l’operaio incaricato di sistemare le sale del Mar, in vista di una nuova esposizione, ha cominciato a riverniciare, di fronte al buco non ha avuto dubbi: ha preso lo stucco bianco e lo ha coperto. Regalando, seppur involontariamente, ulteriore lustro all’opera e al suo autore. Che non manca di sorridere. «La parete sulla quale ho disegnato il finto buco doveva comunque essere riverniciata – racconta -: ci sarei rimasto peggio se l’operaio si fosse accorto che era un buco finto; stuccandolo, invece, in un certo senso mi ha aiutato a ‘completarè l’opera». Eron – che aveva iniziato a colpire il pubblico riminese già dalla fine degli anni Novanta disegnando in strada un coniglietto uscito da un grande uovo con in mano una bomboletta di vernice e sotto la scritta ‘Kriminì – è noto, per la sua cifra stilistica, a livello internazionale e le sue opere sono state esposte in diverse parti del mondo tra cui il Chelsea Art Museum di New York, l’Horizon One Gallery-Museo d’Arte Moderna del Cairo, il Palazzo delle Esposizioni di Roma, la Biennale di Venezia, il Palazzo della Permanente di Milano, la Binz & Kreamer Gallery di Colonia e il Pac-Padiglione Arte Contemporanea di Milano. Con l’opera ‘Forever and ever… Nei secoli dei secoli…’, nel 2010, ha dipinto il soffitto di una chiesa e dal maggio 2012 una gigantografia dedicata al pilota Marco Simoncelli ricopre una parete esterna del Palazzetto dello sport di Coriano.

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