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Sardegna, duello Renzi-Cavaliere. In gioco la regione

La scossa di Matteo Renzi per la corsa finale verso le elezioni in Sardegna. Da Sassari a Cagliari battute e inviti a tenere duro agli elettori del centrosinistra. Con la certezza che nell’Isola non ci sarà un incontro-scontro con il Cavaliere nell’ultimo giorno di campagna elettorale. Niente amore, insomma. «Se poi venissimo assieme a Berlusconi il 14 febbraio – ha detto il leader del Pd – subito i giornali direbbero: vengono assieme anche per San Valentino». È stato un duello a distanza tra Renzi e Berlusconi. Mentre il primo parlava al teatro Verdi di Sassari e lanciava stoccate («Noi parliamo di lavoro senza barzellette»), il secondo si è collegato in diretta telefonica con la convention organizzata ad Alghero da Ugo Cappellacci, governatore uscente e candidato al bis col centrodestra. La promessa arriva alla fine del collegamento: «Ci rivediamo il 14 febbraio, verso la sicura vittoria», dice il Cavaliere. All’inizio subito una gaffe. «Avete scelto di organizzare il comizio in un posto che si chiama i ‘Patriarchì per la mia veneranda età…» esordisce Berlusconi al telefono. La platea, però, non capisce. Cappellacci prova ad ‘avvertirlò: «Presidente, siamo all’hotel Miramare ad Alghero…». Ma il Cav è convinto di parlare con i club di Aquileia e non con la Sardegna. Solo dopo qualche minuto qualcuno lo avvisa, e lui sbotta: «Mi hanno fatto uno scherzo, deve essere qualcuno di sinistra della segreteria che si è infiltrato dentro…». Nel frattempo, Renzi lanciava i suoi siluri a Cappellacci. A cominciare dai sondaggi. Primi noi, ha detto il sindaco di Firenze. Risposta del candidato del centrodestra: «Sì, forse nella pagina dell’oroscopo dell’Unita». Un concetto, quello del centrosinistra in testa, ribadito anche dall’aspirante governatore del centrosinistra Francesco Pigliaru: «Siamo a un passo dalla vittoria». Un sguardo al futuro, ma prima Pigliaru aveva parlato del passato: «Quanti soldi e quante opportunità perse dalla Sardegna – aveva detto dal palco della Fiera di Cagliari – per colpa della sciatteria del centrodestra». Renzi all’attacco dell’attuale governatore appena prende la parola nel padiglione D, lo stesso che sabato scorso aveva ospitato Berlusconi. «Non ero nemmeno arrivato – ha esordito – e lui mi aveva già assalito dicendo che aveva ‘rullatò Veltroni e che era pronto a ‘rullarè anche me. La verità – ha chiarito Renzi davanti ad almeno 2.500 persone, altre 500 lo hanno seguito all’esterno sui maxi schermi – è che Cappellacci in questi anni ha »rullato« soltanto i sardi». A Sassari, in mattinata, il leader del Pd aveva ringraziato Francesca Barracciu, la prima candidata del centrosinistra uscita dalle primarie, per il suo passo indietro – costretta dall’inchiesta che la vede indagata per peculato – a favore di Pigliaru. «È l’unica rottamazione che ha fatto», ha replicato Cappellacci. Una tappa, quella in Sardegna, che ha visto Renzi rivolgere più di un appello al popolo del centrosinistra, delusi compresi. Cercando di «ripescare» i possibili transfughi in direzione Michela Murgia: «Brava scrittrice – ha detto e confermato tra Cagliari e Sassari – ma qui c’è il rischio enorme di sottovalutare il risultato delle elezioni. Qui non c’è ballottaggio, il pericolo vero è continuare a scegliere persone in nome di un ideale, ma si fa perdere il centrosinistra. Il voto alla Murgia mette a posto la coscienza, ma il voto a Pigliaru mette a posto la Sardegna». Renzi sicuro: quando è entrato alla Fiera, in mezzo alla folla, si è fermato a parlare soltanto con tre bambini. E ha detto, guardando Pigliaru: «Ti presento Francesco, sarà lui il prossimo capo della Sardegna».

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