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GRAN BRETAGNA/ Il Tamigi fa paura, allarme esondazione da Oxford a Londra

Gli effetti della piena del Tamigi di Gennaio 2013

Il livello dell’acqua si alza inesorabilmente ora dopo ora e con esso la paura in Inghilterra per il rischio di esondazione del Tamigi in piena. Così gonfio non lo si vedeva da decenni, mentre le previsioni che indicano ancora pioggia non aiutano in una situazione già limite, con l’emergenza che si protrae da giorni e non accenna a rientrare. Sono ben 14 le allerte inondazione diramate lungo il corso del fiume, diventato una minaccia. I canali tv allnews diffondono senza sosta immagini del Berkshire, Surrey, Somerset, e Dorset, le contee nel sud dell’Inghilterra più colpite dall’ alluvione. Molti villaggi lungo le rive sono allagati, la gente è costretta a muoversi in barca, mentre l’esercito e i soccorsi cercano di contenere la piena coi sacchi di sabbia per evitare una esondazione ancora più vasta. L’allarme corre lungo il fiume da Oxford fino a Londra, ma anche altri corsi d’acqua più a nord, come il Severn, fanno paura: il centro storico della città di Worcester (94 mila abitanti) è stato chiuso. Migliaia di case lungo il Tamigi sono allagate, altre migliaia sono a rischio. Alcuni villaggi sono stati evacuati, come quello di Wraysbury, nel Berkshire, grazie all’intervento di un gruppo di volontari, perchè vigili del fuoco ed esercito non riescono ad arrivare ovunque. «Abbiamo bisogno di aiuto qui. Ci serve la polizia, ci serve l’esercito. Abbiamo solo 50 volontari», ha detto alla Bbc Colin Rayner, consigliere nel distretto di Windsor e Maidenhead. È solo una delle molte e vigorose richieste di aiuto, mentre l’emergenza arriva fino a Westminster e diventa un caso politico, con scambi di accuse e scaricabarile sulle responsabilità per i mancati interventi e le scarse misure di prevenzione che si rimproverano alle autorità. Per placare le polemiche è sceso in campo il primo ministro David Cameron, che ha ammonito: «Ognuno faccia il suo lavoro». Cameron è tornato oggi a visitare i luoghi più colpiti nel sud-ovest dell’ Inghilterra e ha difeso il lavoro del governo e dell’agenzia dell’Ambiente, sotto attacco per come ha gestito la situazione: «È stato fatto e stiamo facendo tutto il possibile» per affrontare l’emergenza e assistere le popolazioni colpite dai disagi, ha detto. «Non è questo il momento di pensare a sostituzioni». «Se ne discuterà a tempo debito», ha aggiunto. «In questo momento ognuno deve concentrarsi sul suo lavoro». L’Inghilterra in particolare, ma tutto il Regno Unito, sono da settimane nella morsa del maltempo: già alla fine di dicembre era scattato il primo allarme mentre le piogge sono continuate per tutto l’ultimo mese (il gennaio più piovoso dal 1766, secondo alcuni calcoli). Il ministro per le Comunità locali, Eric Pickles, ha così lanciato una dura accusa contro i vertici dell’Agenzia per l’Ambiente – Lord Smith in particolare, che ha già annunciato di non volersi dimettere – per non aver fornito le informazioni adeguate al governo sullo stato dei corsi d’acqua, puntando poi il dito contro il ministero dell’Ambiente, guidato da Owen Paterson. La crisi quindi è tutta interna al governo, che i laburisti all’opposizione hanno a loro volta accusato di litigare «come furetti chiusi in un sacco».

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