| categoria: Roma e Lazio

L’INTERVISTA/A tu per tu con uno dei ragazzi che sabato a Roma manifestavano a favore delle droghe leggere

Tre ragazzi si mettono in posa mentre fumano una canna

Si chiamano Francesco, Nicola e Riccardo (nomi di fantasia che utilizzeremo per tutelare la loro immagine), tre ragazzi di 20 anni che, dal piccolo comune in provincia di Latina dove risiedono, sabato mattina, sono arrivati in treno a Roma per manifestare davanti alla Bocca della Verità, insieme ad altri 2000 ragazzi provenienti da tutta Italia, contro la legge Fini-Giovanardi e a favore della legalizzazione delle droghe leggere. Parliamo con il più audace dei tre, Francesco, talmente audace che sfida il fotografo a immortalarlo mentre spavaldo fuma “un cannone ben acchittato”.

Cosa c’è di tanto sbagliato in questa legge?
Di sbagliato c’è che non si può non fare un distinguo tra droghe leggere e droghe pesanti. Non si può paragonare la marijuana alla cocaina, alle droghe sintetiche come ecstasy ed lsd o all’eroina. Di marijuana, a differenza delle droghe che ti ho detto, non è morto mai nessuno. Di alcool, invece, ogni anno muoiono milioni di persone, eppure è legale.

Ma l’alcool, se assunto nelle giuste quantità, non fa male, anzi ha effetti positivi sull’organismo. Fumare invece, cicoria o marijuana che sia, fa sempre male. Vuoi negarlo?
“Non lo nego, ma è una questione complessa: ci sono pro e contro. Il thc, il principio attivo della cannabis, viene utilizzato in diverse terapie mediche e la marijuana ha moltissimi effetti benefici sull’organismo. Certo, è sempre fumo che ti va nei polmoni, ma non si può avere tutto nella vita. (Sorride)

E sulla tua vita, che effetti benefici ha avuto?
Moltissimi. Si può dire che mi ha cambiato la vita. A 16 anni, ovvero 4 anni fa, ero timido, riservato, avevo difficoltà a relazionarmi con gli altri ed ero sempre chiuso in me stesso. Poi, a scuola, ho iniziato a farmi i primi spinelli e quando fumavo stavo bene, mi sentivo più sicuro di me, più a mio agio con gli atri e piano piano ho iniziato ad aprirmi e a non avere più paura di fare nuove esperienze.

E a parte farti le canne cosa fai nella vita?
Sono iscritto al secondo anno di Fisica, vorrei diventare un astrofisico.

Insomma sembra proprio che a te la marijuana non abbia fatto così male. Sei un ragazzo estroverso, spigliato, che studia fisica sognando di diventare un giorno un grande scienziato. Ma sei sicuro che valga per tutti la stessa cosa? Di ragazzi che non combinano niente e passano la giornata a farsi le canne ce ne sono tanti. Basta farsi un giro in alcuni quartieri di Roma, come il Pigneto e San Lorenzo per averne un’idea.
Certo è soggettivo. Ma quelli che non combinano niente nella vita, che non hanno voglia né di studiare né di lavorare e stanno buttati per strada tutto il giorno a farsi le canne, non combinerebbero niente anche senza fumare. E poi basta fare un giro nei quartieri che tu hai citato per rendersi conto di quanto sia facile procurarsela e di quanto i prezzi siano accessibili a tutti. A questo punto non legalizzarla è solo un’ipocrisia che alimenta il narcotraffico ed ingrassa le mafie.

Ma non pensi che, una volta legalizzata la marijuana, i ragazzi cercheranno il proibito, più di quanto già lo facciano ora, nelle droghe così dette pesanti? Per sconfiggere il narcotraffico dovresti legalizzarle tutte e neanche sarebbe sufficiente. Ci sarebbe sempre una nuova sostanza proibita, non inserita nell’elenco di quelle legali, da produrre e spacciare. Hai mai fatto uso di altre sostanze stupefacenti oltre alla marijuana?
No mai; e anche la storia che chi fa uso di droghe leggere prima o poi arriva a quelle pesanti è una diceria senza alcun fondamento.

Hai amici che sono passati dalle droghe leggere a quelle pesanti?
Si, ma solo alcuni. Te l’ho detto è una questione di testa. Devi essere un coglione per farti un buco.

E chi si fa i buchi, pensi abbia iniziato così la sua esperienza con la droga?
Non lo so. Non frequento questa gente. E poi te l’ho detto, è una questione di testa. Dalle parti mie si dice se ti vuoi accidere, accidete!

I tuoi sanno che sei qui stamattina?
Si certo.

Non sono preoccupati?
No perché dovrebbero esserlo?

Sanno che ti fai le canne?
Si lo sanno.

E che ti dicono?
Niente. Che mi devono dire? Mia madre, a volte, mi dice di non esagerare, ma più di quello, niente.

Ti fai le canne anche davanti a loro?
La sera, dopo cena, a volte si

E’ pieno di carabinieri e di polizia, ma nonostante praticamente tutti stiate fumando spinelli e la quantità di erba che gira sia notevole nessuno dice niente. Proviamo allora a chiederlo ai diretti interessati. C’è un’intensa attività di spaccio proprio sotto i vostri occhi. Non intervenite? “No” risponde secco un carabiniere. Perché? “Non siamo tenuti a rilasciare dichiarazioni” interviene l’immancabile collega. Eppure di cose da dire ce ne sarebbero tante. Magari non spetta a loro, ma qualcuno tipo il Prefetto o il Sindaco dovrebbe spiegare per quale motivo la legge non valga durante queste kermesse. Metà dei ragazzi presenti in piazza sono romani e sono giunti sul posto, non con i mezzi pubblici come Francesco, Nicola e Riccardo, ma in auto o in motorino e fa davvero impressione pensare che, terminata la manifestazione, dopo essersi sballati di erba, torneranno a casa alla guida dei propri mezzi. Ciò che fa più impressione di tutto rimane però quel “se ti vuoi accidere, accidete” pronunciato da Francesco. Con i genitori che se ne fregano, se anche lo Stato smettesse di agire come farebbe il buon padre di famiglia, di chi sarebbe la responsabilità di questi ragazzi? Forse, se i genitori di Francesco avessero parlato un po’ di più con il proprio figlio, questi non avrebbe avuto bisogno di una pianta per superare le sue difficoltà relazionali. Forse sarebbe bastato un po’ d’amore. Quello, di certo, non ha effetti collaterali. E’ legale, eppure è sempre più raro. Andrea Rambaldi

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