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| categoria: attualità

Per l’attentato di Trento c’è una rivendicazione anarchica

Ha una matrice anarchica l’ordigno rudimentale che il 28 gennaio ha fatto saltare dei vetri e dei controsoffitti al Tribunale di sorveglianza di Trento. Lo rivendica un’e-mail anonima pubblicata su un sito di area anarchica, ‘Informa-azione’. «Si è piazzato l’ordigno a Trento contro i magistrati di sorveglianza – si legge nella rivendicazione – per dare voce a tutti quelli che sono rinchiusi e lottano con dignità». E vengono elencati una serie di detenuti che fanno riferimento all’area anarchica. «Così si manda in anticipo un saluto – prosegue l’e-mail – ai prigionieri che inizieranno la lotta ad aprile, sperando che la lotta si infiammi. La magistratura e i benpensanti parlano di violenza, ma la nostra violenza rispetto a quella della magistratura e dell’apparato è poca cosa e le sofferenze e le uccisioni inflitte da loro ai detenuti, come mesi fa è successo a Trento», senza però riferimenti. L’esplosione al Tribunale di sorveglianza era avvenuta poco dopo le 5 del 28 gennaio, su uno dei terrazzi del palazzo che a Trento ospita il Tribunale e altri uffici di enti e aziende. A provocare il botto, secondo le informazioni che erano state fornite dagli investigatori, era stata una piccola bombola di gas da campeggio dentro una pentola a pressione, innescata sembra scaldandola con della carbonella. Accanto c’era un’altra bombola di gas, più grande, rimasta annerita. Nessuno si era fatto male. Le indagini della Digos della polizia di Trento, coordinate dalla Procura, erano partite con le analisi dei materiali e dei video delle telecamere dei dintorni. La pista anarchica era stata subito tra quelle prese in considerazione. Nella rivendicazione in questione vengono citati «i compagni in AS2 a Ferrara», cioè degli anarchici in isolamento in quel carcere, poi «Nico, Chiara, Mattia e Claudio», che sullo stesso sito vengono nominati come arrestati il 9 dicembre scorso «con l’accusa di avere partecipato a un’azione contro il cantiere dell’Alta velocità a Chiomonte, in Val di Susa, avvenuta nella notte fra il 13 e il 14 maggio». Vengono citati in vista di un’assemblea pubblica No Tav in programma domani sera a Trento «verso la mobilitazione del 22 febbraio», contro quello che viene definito «accanimento repressivo contro il movimento No Tav». Nella rivendicazione anche altri nomi di detenuti, tra cui alcuni stranieri, «Spyros Stratoulis, Tamara Vergara, Sabbi, Andrea, Gabriele, Monica Caballero, Francisco Solar».

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