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SOCHI/Il bello delle piste, “Inner” tra discesa e moda

Christof Innerhofer

Dal lavoro in cantiere al podio olimpico e al glamour: è la parabola del ventinovenne Christof Innerhofer, storica medaglia d’argento nella discesa libera dei Giochi di Sochi, la terza di sempre per l’Italia in questa specialità a 38 anni dal bronzo di Herbert Plank. Occhi di ghiaccio, sorriso Durban’s, faccia aperta da bravo ragazzo con le stimmate sulla fronte di un brutto incidente in allenamento, ‘Inner’, come ormai lo chiamano tutti, ha conosciuto la fatica del piastrellista prima di incarnare il nuovo mito azzurro dell’uomo jet e di realizzare il suo sogno. «Mi lamentavo quando andavo a sciare sui ghiacciai mentre i miei amici andavano in piscina, ma quando ho lavorato in cantiere ho capito quanto era bella la vita dell’atleta», confida l’atleta altoatesino in un italiano imperfetto a Casa Italia, dove è venuto a festeggiare la sua medaglia stappando una maxi bottiglia di spumante e bevendo a canna. Ora è bersagliato da flash e telecamere, ma lui è abituato. E non solo per la sua brillante bacheca di titoli (tre medaglie ai Mondiali 2011 di Garmisch e 6 vittorie in coppa del mondo) ma anche perchè ama la mondanità, la pubblicità, le passerelle di moda. «Mi divertono», confessa il neo appuntato delle Fiamme Gialle originario di Foiana, da un paio d’anni testimonial della scuderia Armani e modello per servizi fotografici di qualche griffe, compresa Intimissimi (sponsor della Fisi), per la quale ha posato in slip. «In montagna trovo la tranquillità, ma in città c’è più vita, vado spesso a Roma e Milano per eventi, fotoshooting, serate tv», racconta Inner, che cura moltissimo il suo look. In modo a volte pignolo, perchè è un tipo preciso, anche se ama scherzare: «contano i dettagli, nella vita le cose grandi le fanno tutti». E questo è uno dei segreti dei suoi successi: la visione di ore e ore di video con le discese dei suoi rivali, e lo studio meticoloso delle piste, appreso dal suo «idolo» Hermann Mayer, l’ultimo a lasciare il tracciato durante le prove. Gli piace anche ‘fare slalom’ in Borsa, oltre a trekking, ciclismo e andare per funghi. Ormai si è cucito addosso l’immagine del bello, bravo e simpatico, anche se preferisce «lasciare giudicare gli altri, soprattutto le donne», confermando le voci sulle sue doti di seduttore, oggi però impegnato con Martina, una giornalista altoatesina. A Sochi ha coronato il suo sogno più grande, «l’unica cosa che mi mancava»: «quando sei piccolo sogni di arrivare in coppa del mondo, poi i sogni diventano ancora più grandi. Questo era il mio ultimo sogno». E per ora non pensa al Super-G, preferisce stappare lo spumante innaffiando tutti: «mi godo il momento, ma continuate a fare il tifo perchè ne vale la pena».

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