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MARO’/ Ue contro l’India, inaccettabile considerare i due italiani terroristi

L’Unione europea scende in campo con tutto il suo peso nella vicenda dei marò, e attacca duramente l’India. L’alto rappresentante per la politica estera Catherine Ashton ha fatto sapere al governo di New Delhi che giudicare Latorre e Girone per terrorismo vuol dire considerare l’Italia un Paese terrorista: cosa ovviamente «inaccettabile» per la Ue, e che pregiudicherebbe i rapporti con l’India. In una escalation sul fronte internazionale in vista dell’udienza di martedì prossimo della Corte suprema indiana, il governo italiano intanto si è rivolto pure all’Alto commissariato dell’Onu per i diritti umani, denunciando che i marò da due anni sono privati della libertà senza neppure un capo di imputazione. Anche se in serata da Ban Ki-moon arriva una prima risposta fredda: «È meglio che la questione venga affrontata bilateralmente piuttosto che con il coinvolgimento delle Nazioni Unite», mette le mani avanti il segretario generale interpellato dai giornalisti a New York sul dossier. Ma in Italia la linea della fermezza si fa strada. E mentre in parlamento esponenti di tutti i partiti minacciano di ritirare tutte le missioni anti-pirateria se l’India giudicherà i due fucilieri come terroristi, i presidenti delle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato hanno scritto ai colleghi di tutti i paesi Ue per chiedere il loro sostegno sulla vicenda. Il commissario Ashton oggi è stata durissima con l’India, rispondendo a una domanda dell’europarlamentare Pd Antonio Panzeri: «È stato proposto di procedere secondo la legge anti-pirateria e anti-terrorismo – ha detto – il che decisamente significherebbe designare l’Italia come un Paese terrorista. Cosa che è semplicemente inaccettabile». Se la Corte Suprema indiana il 18 febbraio deciderà di processare i fucilieri secondo il «Sua Act» (come ha chiesto l’accusa), per Ashton «ci saranno gravi implicazioni per tutte le azioni nell’anti-terrorismo dove noi collaboriamo insieme (come Ue) o come Paesi individuali. Questo messaggio è stato mandato vivo e chiaro stamattina tramite la nostra delegazione. E io – ha aggiunto ‘il ministro degli Esterì della Ue – sto mandando il messaggio sia verbalmente sia in forma scritta»«. Bonino dal canto suo ha annunciato che il governo italiano ha »avviato un contatto« con l’Alto commissariato per i Diritti umani dell’Onu »per violazione dei diritti umani, per quanto riguarda la mancanza di un capo di imputazione per i marò da parte dell’India dopo due anni, accompagnata da una restrizione della libertà«. Il ministro ha parlato alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, riunite in seduta congiunta a Montecitorio per esaminare il decreto che rifinanzia le missioni militari all’estero. »Tutte le opzioni sono aperte, sia quelle diplomatiche e politiche sia la valutazione giuridica – ha spiegato Bonino -. È indispensabile accrescere le tensioni internazionali, che abbiamo costruito con grande lavoro e che non erano scontate«. Ora si aspetta il rientro dall’India del ministro della Difesa Mauro e dell’inviato Staffan De Mistura per »una valutazione collettiva del governo«. Duri anche i commenti dei parlamentari italiani. L’India è un paese »incivile«, ha attaccato Pierferdinando Casini. Che insieme a Nicola Latorre del Pd, Maurizio Gasparri di FI e Fabrizio Cicchitto di Ncd, ha minacciato di voler ritirare il nostro Paese dalle missioni internazionali contro la pirateria se l’India processerà i marò come terroristi. Da Delhi intanto il giudice indiano B.S. Chauhan, citato dai media, ha fatto sapere che la Corte suprema ascolterà le parti e poi prenderà una decisione strettamente giuridica che prescinderà da eventuali implicazioni politiche. E sempre la stampa indiana stamani ha riportato una battuta del procuratore generale G.E. Vahanvati durante l’udienza di lunedì scorso che non contribuisce certo a rasserenare gli animi. Con l’avvocato dei marò Mukul Rohatgi, che contestava l’applicazione della legge anti-pirateria, il rappresentante dell’accusa ha ironizzato: »Hanno ucciso due persone. Ci stanno suggerendo che non dovrebbero essere processati, ma magari decorati…«.

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