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Violentata a scuola, arrestati quattro compagni

Da una parte ci sono i fatti, dall’altra le ipotesi. In mezzo ci restano quattro studenti di 15 e 16 anni di un istituto superiore di Finale Ligure arrestati e mandati in 4 comunità diverse e una loro coetanea, studentessa dello stesso istituto che li ha denunciati per violenza sessuale e poi ha deciso di lasciare la scuola. «La ragazza – dice il suo avvocato, Maria Teresa Bergamaschi – sta cercando di superare lo choc della violenza anche se insistono a fargliene altre, di violenze». E così si viene a sapere che i suoi ex compagni la stanno insultando e minacciando per sms. In una vicenda così, dicono i carabinieri di Albenga e Finale Ligure che hanno condotto le indagini su disposizione del pubblico ministero della procura per i Minori di Genova «è necessario, fondamentale, attenersi ai fatti». E i fatti sono questi, secondo quanto confermato dall’avvocato della ragazzina: una decina di giorni fa la giovane, accompagnata dai suoi genitori, va dai carabinieri e accusa, facendo nomi e cognomi, quattro suoi coetanei e compagni di classe di averla costretta a andare nel bagno della palestra e a compiere atti sessuali con uno di loro. Dice la ragazzina che a salvarla da una violenza di gruppo è stata un’insegnante che passava di lì e ha sentito strani rumori venire dal bagno. Uno dei 4, ha denunciato la ragazzina «faceva il palo e quando ha visto avvicinarsi l’insegnante li ha avvisati e loro hanno smesso». I fatti dicono anche che i quattro ragazzini, sospesi dal preside subito dopo il rapporto dell’insegnante e prima della denuncia della ragazzina, sono stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip del tribunale dei Minori di Genova in comunità che è stata notificata loro nelle rispettive abitazioni di Loano, Pietra Ligure e nel finalese dai carabinieri. Gli stessi che li hanno accompagnati nelle strutture di Alessandria, Massa Carrara, Genova e La Spezia. Intanto, la ragazzina viene sentita per ben due volte dai carabinieri che indagano su mandato della procura dei Minori. Per due volte, ha raccontato la sua terribile storia aggiungendo che da tempo le «giravano intorno». Il dirigente scolastico Luca Barberis non parla di quanto è accaduto ma nel pomeriggio di oggi riunisce i suoi insegnanti. «La scuola aspetta in silenzio – ha detto -. Non vogliamo che le parole abbiano un effetto di disturbo nei confronti della magistratura che sta procedendo con un’indagine di grande delicatezza». Ma uno dei docenti, che sta entrando in consiglio d’istituto e che chiede l’anonimato, ci tiene a sottolineare che «prima di muovere accuse così pesanti sarebbe necessario sentire tutte le persone che si trovavano lì in quel momento: soprattutto prima di prendere decisioni drammatiche come quella di arrestare dei ragazzini e mandarli in comunità

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