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Dalla Fondazione Maugeri tangenti per oltre 60 milioni di euro

Umberto Maugeri

Circa 60 milioni di euro di presunte tangenti in oltre dieci anni, tra il 2000 e il 2012, dalla Fondazione Maugeri al faccendiere Pierangelo Daccò e all’ex assessore lombardo Antonio Simone «con l’unico obiettivo di fare in modo che da parte della Regione Lombardia arrivassero i finanziamenti necessari» alla struttura sanitaria pavese. È il sistema «anomalo» messo a verbale dall’ex presidente della Fondazione, Umberto Maugeri, e che avrebbe avuto come «referenti» i due presunti intermediari, l’allora Governatore lombardo Roberto Formigoni e il dg della sanità Carlo Lucchina. Maugeri, già nel corso delle indagini, aveva parlato di quelle presunte mazzette versate in cambio di stanziamenti concessi dal Pirellone (circa 200 milioni di euro in dieci anni). Accuse confermate nel corso di un incidente probatorio che si è tenuto venerdì scorso davanti al gup di Milano Paolo Guidi, che dovrà decidere se rinviare a giudizio o meno il senatore del Nuovo Centrodestra Formigoni, accusato di associazione per delinquere e corruzione, e altre 13 persone, tra cui Daccò, Simone e Lucchina. La posizione di Maugeri, invece, è stata stralciata in vista del patteggiamento. Nel verbale di oltre 100 pagine, la cui trascrizione è stata depositata oggi, l’ex patron della Fondazione con dichiarazioni ‘cristallizzate’ come prova, in vista di un eventuale dibattimento, ha raccontato che in una situazione di difficoltà finanziaria della Maugeri tra «il 1997 e il 1998» l’allora direttore amministrativo della struttura, Costantino Passerino, era andato da lui e gli aveva detto che «l’unica soluzione» per poter avere finanziamenti dal Pirellone era pagare «tangenti» e gli aveva fatto «il nome di Daccò e Simone». Sempre Passerino gli aveva parlato di una cifra «molto elevata» da versare, perchè «i referenti della Regione chiedono tanto» e aveva chiarito che «i referenti sono Simone e Daccò, poi Lucchina e il Presidente Formigoni». Maugeri ha raccontato, inoltre, che venne scelto Simone anche perchè l’ex consigliere comunale del Psi Giovanni Alpeggiani gli aveva detto che era «amico e molto vicino al Presidente Formigoni». Simone, ha aggiunto Maugeri, «era l’uomo giusto» perchè oltre ad essere «amico» dell’allora presidente del Pirellone «era anche un uomo molto importante in Comunione e Liberazione». Poi, però, il legale di Formigoni, l’avvocato Mario Brusa, ha chiesto a Maugeri: «Passerino le disse mai di aver trasferito delle somme di denaro a Roberto Formigoni?». E l’indagato: «Direttamente non gli risultava, non sapeva dove andava a finire, Passerino non mi ha mai detto che andava direttamente a Formigoni». Nel corso dell’interrogatorio di venerdì, ha fatto sapere Formigoni in una nota, «a precisa domanda Maugeri ha riposto: ‘Non ho mai saputo e nessun mi ha mai detto che le tangenti che pagavo andassero ad amministratori o dirigenti della Regione, presidente Formigoni o direttore generale Lucchinà». A verbale Maugeri ha anche confermato un altro episodio che aveva raccontato nelle indagini: era il 2010 e Daccò aveva detto che c’era «bisogno di una cifra», ossia «600mila euro», per la «candidatura per le elezioni di Formigoni». Cifra che, ha aggiunto l’ex patron, venne «scalata» dalle presunte mazzette che la Fondazione versava a Daccò. Maugeri all’epoca chiese anche di avere un riscontro attraverso un biglietto di «ringraziamento» da parte di Formigoni, «perchè serviva prima di tutto ad essere sicuri che i soldi che davamo a Daccò arrivavano a Formigoni». Biglietto, firmato dall’ex Governatore, che è stato sequestrato dagli investigatori nel corso delle indagini. Daccò, sempre stando alla versione di Maugeri, «di fronte a qualche problema più difficile da risolvere, diceva ‘ne parlerò a Formigoni perchè andiamo in vacanza insieme’ o ‘in barca insieme’ e quindi c’era anche questa possibilità di diretto contatto Daccò-Formigoni». I pm Laura Pedio, Gaetano Ruta e Antonio Pastore contestano all’ex presidente del Pirellone una corruzione da circa 8 milioni di euro in benefit di lusso, tra cui vacanze e l’utilizzo di yacht.

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