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IL PUNTO/ Niente scorta e Toyota. Quanto reggerà il “personaggio” Renzi?

Niente scorta, al massimo la presenza protettiva dell’amico Pablo. L’auto blu è azzurrina: una Toyota ecologica su cui si muove in città, se la bicicletta non basta. L’autista si chiama Claudio. Era il suo allenatore, lui lo chiama ancora mister. Quando si è trasferito a Palazzo Vecchio, Matteo Renzi ha portato con sè le usanze che aveva nel meno prestigioso incarico di presidente della Provincia: non rare passeggiate in centro, niente codazzi ma strette di mano ai passanti, con immancabili «dammi del tu» ai più riverenti. Poco è cambiato dopo il suo ingresso al Nazareno. Anche in questo caso niente auto d’ordinanza, ma una Smart in prestito. Insomma, Renzi evita con cura i simboli del potere e fa di tutto per non mostrarsi distante. Adesso, chi gli sta attorno si chiede quanto potrà andare avanti, se potrà continuare così quando traslocherà da Firenze a Roma, da Palazzo Vecchio a Palazzo Chigi. Lo stile Renzi crea qualche difficoltà, per esempio, alle forze dell’ordine, che devono tenere d’occhio un personaggio pubblico dall’agenda ballerina e segretissima. E che non gradisce il fiato sul collo di guardie del corpo e affini, a parte la vigilanza amica e soft del fido Pablo, il vigile urbano senza uniforme che lo accompagna. Giocoforza, se staffetta sarà, Renzi dovrà scendere a patti con regole e misure di sicurezza. Gli scommettitori stanno già cercando di immaginare quale stratagemma escogiterà per continuare ad essere il politico del «dammi del tu». Nessuna lotteria, invece, sull’aspetto. Se lo stile Renzi non è cambiato nella sostanza, lo è eccome nella forma. Il fisico del segretario Pd è più asciutto di quello del fu più giovane presidente di Provincia d’Italia. Il ciuffo adolescenziale è scomparso. E l’abbigliamento, elegante senza sfarzo seppur con griffe, è molto più adatto all’uomo di una certa visibilità nazionale e televisiva. Quando serve veste casual: ‘Chì lo fotografò con giubbotto nero di pelle. Lo scatto gli valse il soprannome Renzie. Anche su un altro aspetto le quote delle scommesse si fanno interessanti. Renzi cambierà numero di telefono? Quello di adesso, l’unico, è sempre lo stesso da anni, probabilmente da quando comprò il primo cellulare. Si racconta che all’attuale sindaco di Firenze e segretario del Pd arrivino ancora messaggini e telefonate del compagno delle elementari, del sostenitore conosciuto in tempi non sospetti, del vicino di casa, del lontano parente. E tutti gli danno del tu. Sarà così anche in caso di approdo a Palazzo Chigi?

Il PUNTO

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