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Andare in Francia col treno sarà un’odissea, a Sanremo solo con l’auto

Un mese con la ferrovia ‘spezzata’, e per almeno un altro sarà ancora così. Percorrere in treno la ‘strada ferrata’ che porta in Francia è un’odissea. E tutto alla vigilia del Festival di Sanremo (18-22 febbraio). Colpa di una frana venuta giù tra Andora e Cervo e finita sui binari facendo deragliare l’Intercity 660. Era il 17 gennaio, ore 12.40. Il treno è ancora lì, sporge paurosamente verso il mare ed è in attesa di rimozione dal mare. Ci resterà fino a quando la collina che si è sgretolata non sarà messa in sicurezza, dicono i tecnici. Tradotto, fino a quando non saranno riparati i danni di Giove Pluvio o di chi ha voluto costruire troppo. Lo stabiliranno magistrati e giudici, c’è un’inchiesta aperta e un indagato, un geometra che ha progettata il terrazzo scivolato con il movimento della collina. Un mese con la ferrovia ‘spezzata’ e raggiungere Sanremo in treno diventa un’impresa: ferro-gomma-ferro, che vuol dire treno-bus-treno, organizzato da Rfi. E pare che Fabio Fazio, secondo quanto riporta Il Secolo XIX, voglia intervenire sulla ferrovia ‘spezzata’ proprio nella giornata inaugurale del Festival. Il viaggiatore che usa un treno regionale deve affrontare certi disagi, quello che ha un biglietto per un Intercity altri, con stazioni ‘fine corsa’ che cambiano. È quasi un rompicapo per lavoratori e studenti pendolari, vacanzieri e il pubblico festivaliero capire il sali-scendi prima di arrivare a destinazione. Così da Ponente a Levante. I treni regionali da Ventimiglia arrivano a Diano Marina da qui in autobus si prosegue fino alla stazione di Andora o di Albenga. In senso contrario gli Intercity da Milano concludono il viaggio ad Albenga, mentre i regionali proseguono verso Alassio e Andora. E i tempi di percorrenza si dilatano. Come se non bastasse da una settimana sull’Aurelia a Capo Mele, tra Laigueglia e Andora, una frana costringe gli bus, come quelli di linea, a percorrere l’Autofiori imboccando i caselli di Andora per raggiungere quello di Albenga, mentre le auto possono transitare lungo la tortuosa strada di Colla Micheri tra Andora e Laigueglia impiegando almeno 20-25 minuti a seconda del traffico rispetto ai 10 del normale tragitto. «Per noi pendolari è una vera e propria odissea – racconta Manuela Ravone che ogni giorno si sposta da Imperia ad Alassio in treno – Al mattino prendevo il regionale alle 9 da Imperia e alle 9,30 ero in stazione ad Alassio. Oggi arrivo sul posto di lavoro tra le 10 e le 10.30». Già, i ritardi al lavoro. «Possono diventare un problema – spiega Alessandra Bottero, impiegata di Albenga che lavora a Genova – spero che tutto torni alla normalità a metà marzo». Gianluigi Taboga, di Assoutenti, denuncia che il disagio sta mettendo in difficoltà anche gli albergatori «stanno pagando salato questa situazione: molti turisti che passavano parte del periodo invernale in Riviera, con questo disagio hanno deciso di rimanere a casa», e si parla già di un calo del 30% di presenze. «È stato sospeso anche il tremo Mosca-Nizza – dice Taboga – e quello era una manna per Sanremo e Bordighera». Per sopportare meglio i disagi ci sono i rimborsi ferroviari e gli sconti autostradali per i pendolari, grazie all’impegno della Regione e degli amministratori locali. Benedetta Autostrada, unica via certa verso Sanremo.

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