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FERRARA/ Il corteo per Federico Aldrovandi, i genitori: ‘E’ morto per mano dello Stato’

Federico Aldrovandi

Si è concluso con l’arrivo dei manifestanti davanti al palazzo della Prefettura il corteo partito alle 15 da via dell’Ippodromo, luogo della morte di Federico Aldrovandi. Alla manifestazione hanno partecipato circa un migliaio di persone, anche se gli organizzatori parlavano di cinquemila. Una volta raggiunta la Prefettura, una delegazione composta da Patrizia Moretti, Lino e Stefano Aldrovandi (rispettivamente madre, padre e fratello) e due amici del ragazzo ucciso, è salita negli uffici per incontrare il prefetto di Ferrara Michele Tortora. Il tutto è durato una decina di minuti e una volta scesi Lino Aldrovandi ha spiegato: «Gli abbiamo chiesto il licenziamento degli agenti di polizia, di inserire il reato di tortura nella nostra legge e di applicarsi affinchè gli agenti in servizio siano identificabili. Il prefetto – continua il padre – ci ha detto che scriverà al Ministero per presentare le nostre richieste». Durante il percorso, il corteo si è fermato per alcuni minuti nel centro storico. In piazza Trento e Trieste si sono anche intonati cori da stadio come «Noi vogliamo solo giustizia», «Via la divisa», dedicati a Federico e a tutti coloro che, come hanno detto a più riprese i manifestanti, «sono morti per mano dello Stato».

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