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Quel primario di Tor Vergata fa discutere. Parentopoli?

Da Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio e componente della commissione Salute, riceviamo e pubblichiamo

“Bernardo Fraioli, già primario di Neurochirurgia al Policlinico Tor Vergata, va in pensione. Il nuovo primario sarà Mario Francesco Fraioli, figlio di Bernardo. Ma non è finita qui, poiché la figlia Chiara dirige la clinica Villa Benedetta a Montesacro, convenzionata con lo stesso Policlinico. Ho presentato un’interrogazione, perché non vorrei fossimo in presenza di una parentopoli della sanità. Si tratta di domande cui Zingaretti dovrà rispondere non solo in qualità di Presidente della Regione Lazio con delega alla Salute ma anche perché sempre lo stesso Zingaretti era all’epoca delle decisioni assunte Presidente della Fondazione Policlinico Tor Vergata. A questo punto ci chiediamo se risulti vero il fatto che Zingaretti si sia dimesso lo scorso 10 febbraio da presidente della Fondazione probabilmente a seguito di questa particolare successione per eredità senza dimenticare la nomina inconferibile della Mastrobuono a direttore generale della Asl di Frosinone dopo aver assunto negli ultimi anni l’incarico di direttore sanitario della Fondazione stessa. O forse c’è altro ancora? Le caste che vanno eliminate se si vuole far decollare il merito e la competenza in questa Nazione. Fenomeni di nepotismo e raccomandazione devono essere estirpati in tutti i campi al fine di vedere emergere le migliori professionalità e le nuove energie. Non smetteremo di denunciare cosa non va in politica ma anche cosa accade in altri settori, che soffrono degli stessi annosi problemi contro cui l’Italia deve porsi sempre in una posizione di contrasto e, in questo caso, anche di condanna pubblica, se non altro sull’opportunità di dare seguito a determinate scelte. Il baronato esiste negli Atenei come negli ospedali e a pagare il protrarsi di questo fenomeno sono primariamente i cittadini senza dimenticare le migliaia di operatori sanitari precari che attendono risposte dalla Regione Lazio così come i tanti giovani medici preparati che sono costretti ad espatriare perché non hanno qualcuno che li protegge o almeno gli permette di lavorare”.

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