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SOCHI/ Innerhofer sbaglia la gara più facile, niente tris

È stata la sua gara più veloce, ma solo perchè è uscito di pista dopo 10 secondi, appena due porte, nel tentativo di partire subito a razzo nel Super G, la gara che credeva «più facile»: Christof Innerhofer esce così anche di scena dai Giochi di Sochi senza centrare un inedito tris nella storia olimpica italiana. Ma resterà nei suoi annali per l’argento nella discesa e il bronzo nella supercombinata, una doppietta riuscita solo ad Alberto Tomba e pochi altri. «Ho sbagliato la gara più facile, ma ho dato tutto, volevo spingere sin dall’inizio, fare il carving da subito per non perdere qualche decimo in una pista già sporcata, pensavo che le risposte della neve fossero ancora buone, invece il grip non era quello che mi aspettavo e la gara è finita dopo pochi secondi», ha spiegato dopo la gara. «Ero incavolato, e non solo perchè non ho preso un’altra medaglia ma anche perchè non ho potuto fare la manche e divertirmi in mezzo ai pali» prosegue. «Peccato, avevo la scioltezza giusta, ero in forma ma non è servito a niente: quando qualcuno non si aspetta nulla, come in combinata, le cose arrivano, oggi invece, dove qualcuno si aspettava una medaglia, sono successe cose strane, ma questo è lo sport», ha sottolineato, ricordando che in otto anni è uscito solo una volta, in Val Gardena, e solo una volta si è piazzato oltre i primi 30. Tant’è che oggi l’argento l’ha vinto l’americano Andrew Weibrecht, uno che dopo il bronzo di Vancouver non ha più fatto nulla: «’si merita la medaglia per come ha sciato oggi, ‘chapeaù, ma non certo per la sua continuità, lui è ancora più matto di Bode Miller, mentre per continuità meritava Svindal, che finora però non ha vinto nulla». Ora pensa pensa a «festeggiare», a godersi un pò «questi bellissimi momenti di questa magnifica Olimpiade». E «alle porte che si apriranno dopo le due medaglie» nel mondo del glamour e dello spettacolo: «ci saranno tante possibilità di partecipare a diversi eventi», prevede Inner, che ama vivere «tra montagna e città». Il discesista pensa anche ai prossimi Mondiali ma, a causa dei problemi alla schiena, non sa se parteciperà alle prossime Olimpiadi: «se voi ci sarete mi fa piacere, se ci sarò io si vedrà». Per ora, quello che si augura, è «di stare bene». «Peccato, abbiamo buttato la gara più facile, non è sempre domenica»: ha commentato il ct dello sci azzurro Claudio Ravetto dopo la gara, dove Fill è arrivato ottavo («a 18 centesimi dal bronzo ma non è la mia ultima Olimpiade»), Paris 16/mo («cosa mi resta di questa Olimpiade? il caldo») e Heel 17/mo («forse non sono fatto per questi eventi»). «Comunque – ha sottolineato – sono contento del gruppo di discesa, se la sono giocata, siamo arrivati con Paris che non era in forma, e in questa discesa poteva dire la sua, Inner grandissimo, Heel ha qualche problema in gara». Quanto a Fill, «si deve tirare le orecchie da solo, lo ha capito anche lui che una medaglia su tre poteva prenderla», ha aggiunto. «A Inner in supercombinata era girata bene, oggi male, ma non è uscito perchè era deconcentrato, anzi, forse era più concentrato che nelle altre gare, ieri ha provato gli scarponi, si è allenato, ma non si può mai sapere cosa succede in una gara», ha spiegato. Il voto finale è 8: gli toglie un punto per la discesa («poteva essere oro»), gliene assegna uno in più per la supercombinata, «dove nessuno si aspettava una sua medaglia», ma gli toglie altri due punti per la prestazione di oggi «perchè sbagliare la seconda porta in super g….». «Solo 8?» sorride Inner, che invece si assegna 10 nelle due gare precedenti e 5 oggi: «così la media è un pò più alta». Ora tocca ai gigantisti: martedì c’è il gigante femminile, mercoledì quello maschile, poi venerdì lo slalom donne e il giorno dopo gli uomini. «È arrivato un altro gruppo, quello dei gigantisti, abbiamo fame di medaglie», ha avvisato Ravetto.

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