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SOCHI/Italia: fondo, lotta da leoni, ma meta lontana

Giorgio Di Centa

Lottare come «leoni» non basta per risollevare il fondo azzurro. I tempi delle medaglie a raffica, dei podi storici, delle feste tricolori cominciano a essere datati: gli staffettisti azzurri ci hanno provato a stare in scia delle nazioni regine nella neve che fatica e il quinto posto finale della 4X10 visti i tempi magri non è certo da buttare. In una staffetta molto tirata, con la Svezia prima a tagliare il traguardo e fare così lo sgambetto alla Russia che all’oro, davanti allo sguardo severo di Vladimir Putin e di Dmitri Medvedev, proprio ci teneva. I padroni di casa si prendono l’argento, davanti alla Francia, per la prima volta nella storia sul podio olimpico, il centesimo nei loro Giochi invernali. Ai piedi del podio finisce la Norvegia che si affida allo slancio finale del campionissimo Petter Northug che riesce a trasformare il quinto posto nel quarto, proprio scavalcando gli azzurri. Per l’Italia la partenza è stata subito in salita a causa della caduta di Dietmar Noeckler: e da lì è cominciata la difficile rincorsa fino al quarto posto, ma nel finale il sorpasso dei norvegesi. Un po’ di rammarico c’è. «Abbiamo combattuto tutti come leoni – le parole del veterano Di Centa, 41 anni e ancora un po’ di benzina nelle gambe -, ci abbiamo provato ma non è stato abbastanza. Non è facile essere fra i migliori tre, e mi dispiace molto sopratutto per i miei compagni perchè ne avrebbero bisogno per sbloccarsi definitivamente e fare quel salto di qualità che si meritano. È successo a me dopo la medaglia di Salt Lake City nel 2002. Ho ricordato a tutti che siamo comunque i quinti al mondo e non è poco. È un gran risultato». Dispiaciuto Noeckler: «La caduta mi ha un po’ condizionato ma ho cercato subito di richiudere il buco». «Ci è mancato solo quel pizzico di fortuna – aggiunge Roland Clara – Siamo sempre fra i migliori, siamo fra le poche Nazioni che possono schierare quattro uomini di alto livello ma non riusciamo ad avere quel pizzico in più che ci porterebbe al grande risultato».

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