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Verso EXPO 2015: Slow Food presenta a Milano un progetto per realizzare 10mila orti in Africa

A un anno dall’apertura dell’esposizione universale di Milano, che sarà dedicata al ‘nutrire il pianetà, Slow Food ha scelto proprio Milano per presentare un progetto dedicato all’Africa, obiettivo realizzare diecimila orti che aiuteranno a combattere la fame e a difendere la biodiversità. I primi mille sono già stati creati in 26 Paesi diversi: orti scolastici, orti di donne, o anche – in alcune grandi città come Dakar o Nairobi dove non c’è spazio – realizzati in sacchi di juta per garantire a cibo sano almeno a 3-4 persone. «Che si possa morire di fame nel XXI secolo è insostenibile» ha sottolineato il presidente di Slow Food Carlo Petrini davanti a un pubblico di invitati a cui ha chiesto aiuto: persone come il patron di Luxottica Andrea Guerra, Guido Barilla, Oscar Farinetti, l’ex ministro dell’Economia Domenico Siniscalco, Carlo De Benedetti, e pure il presidente della Liguria Claudio Burlando, Renato Pozzetto, Dario Fo, lo chef Davide Oldani ma anche Moni Ovadia, Lella Costa, Antonio Albanese, Roberto Vecchioni (che si sono prestati a fare i presentatori e introdurre i protagonisti africani dei progetti). Per ogni orto è previsto un contributo di 900 euro, ha spiegato Eunice Njoroge, kenyana che ora studia all’università di Scienze gastronomiche di Pollenzo: soldi che serviranno anche per le borse di studio, per stampare anche nelle lingue ‘non colonialì materiale informativo. Cosa piantare viene deciso in loco perchè «non si può determinare in laboratorio – ha aggiunto Edward Mukibi, ugandese – il cibo per l’Africa: sono gli africani che devono determinarlo». Si tratta di un progetto «davvero benvenuto» ha sottolineato il direttore generale della Fao Josè Graziano Da Silva. Un progetto che oggi – ha assicurato il sindaco Giuliano Pisapia – ha incassato l’appoggio del Comune di Milano. E il sottosegretario all’Expo Maurizio Martina ha invitato il prossimo governo a sostenere l’iniziativa dei diecimila orti per l’Africa. Il legame di Slow Food con Expo è già forte. E in più alla manifestazione – ha ricordato il commissario unico Giuseppe Sala – viene fatta la promozione dei Paesi emergenti attraverso i padiglioni tematici, per questo la società di gestione investe 100 milioni di euro. «Mi piacerebbe arrivare all’Expo o superare l’Expo – ha concluso Petrini – con questo obiettivo parzialmente o totalmente realizzato».

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