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“E’ povera e ha sofferto”: tribunale dei minori le toglie il figlio

“E’ povera, ha sofferto molto in gioventù, e non ha risposto a un progetto di riequilibrio”: è questa, in sintesi, la motivazione con la quale il tribunale dei minorenni di Roma ha giudicato inadeguata a fare la mamma una ragazza-madre romena che lavora come colf e vive in un residence gestito da religiose. Il bimbo è stato affidato a una struttura assistenziale in attesa di darlo in adozione.

La ragazza, abbandonata alla nascita, ha sempre vissuto in orfanotrofi, e ha subito violenze e maltrattamenti ma non è accusata di alcun reato né di atti di violenza, non ha precedenti penali. Per i giudici “la donna nutre affetto nei confronti del figlio ma non è in grado di prendersene cura”; e poi, “a causa del suo vissuto doloroso risulta ella stessa bisognosa di vicinanza e prossimità”.

Nella sentenza si dice, inoltre, che la donna non ha risposto “a un adeguato progetto” che aveva l’obiettivo di farle acquisire “stabilità e equilibrio come persone e come donna”, anche se la giovane mamma nega le siano mai stati proposti “progetti” di qualsiasi tipo.

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