| categoria: sanità Lazio

Emergenza Pronto Soccorso al San Camillo, Nursind: ‘Per essere assistiti si attendono più di 7 ore’

Corsia piena al pronto soccorso del San Camillo

«Alle h 20.45 (Dati Gipse) erano assistiti al pronto soccorso 109 utenti (su un numero ottimale di 40) di cui 41 in attesa di ricovero. Per trovare posto in un’Unità Operativa si superano le 7 ore. Ci sono 23 persone in attesa di essere visitate di cui il primo attende da 6h e 5 min, letti in corridoio in tutto il nosocomiO. Sono richieste barelle in tutte le Unità Operative. Alle h 14.00 c’erano ben 9 ambulanze bloccate». Lo comunica, in una nota, il Nursind. «È ora di dire basta – aggiunge il comunicato – Ci rivolgiamo di nuovo al presidente della Regione Lazio Zingaretti e al Direttore Generale Morrone. L’Organizzazione sindacale dice basta a questo Sistema Sanitario Regionale che usa i pronto soccorso come reparti di degenza snaturando la vera ‘mission’ dell’Unità Operativa, che ridimensiona la professionalità del personale sanitario, personale che dedica gran parte dell’attività lavorativa ad assistere in condizioni incivili utenti la cui colpa è solo quella di richiedere un’assistenza umana e rispettosa della propria dignità». «Al presidente della regione Nicola Zingaretti – prosegue – a quando un piano serio ed efficace che genera una profonda riconfigurazione del rapporto ospedale territorio senza ridurre qualitativamente e drasticamente il livello delle cure? A quando lo sblocco del turn over del personale infermieristico? Al Direttore Generale Aldo Morrone. A quando l’effettiva attivazione del piano di sovraffollamento del pronto soccorso ancora sulla carta? A quando il reperimento di nuove risorse infermieristiche e di personale di supporto (oss) data da una riorganizzazione dei servizi ambulatoriali all’interno dell’azienda. A quando il recupero a proficuo lavoro di personale sanitario e tecnico non prescritto che opera al di fuori del settore assistenziale? Ed inoltre: Quanto si deve ancora aspettare per avere una sanità regionale degna di questo nome? Quante denunce gli operatori sanitari devono tollerare per colpa di un’organizzazione inefficace e inefficiente? Sarà dura dare per voi risposte certe come sarà dura per noi sindacalisti spiegare ai lavoratori come la realtà a volte supera la fantasia».

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