| categoria: economia

Ferrari è il brand più influente del mondo. Meglio della Coca Cola

In pista non vince più, ma il marchio Ferrari si aggiudica la palma del brand più influente del mondo. Il Cavallino rampante di Marello ha messo in riga Coca Cola e PricewaterHouseCoopers. Alle spalle della “rossa” anche big come Google e Walt Disney che pure in termini di numeri surclassano la controllata Fiat. Quando si tratta di “potere” o di “influenza”, però, le cose cambiano, almeno secondo l’annuale classifica di Brand-finance che riguarda i 500 marchi più noti al mondo e che lo scorso anno era già stata capeggiata dalla Ferrari lo scorso anno

Secondo Brand-finance “il Cavallino rampante su sfondo giallo è immediatamente riconoscibile in tutto il mondo anche dove non ci sono ancora le strade. Nel suo paese natale e tra i suoi molti ammiratori in tutto il mondo la Ferrari ispira molto più della lealtà al brand, più di un culto e una devozione quasi religiosa”.

Abbastanza per spiegare la decisione del Lingotto di scorporare il marchio nell’ottica di valorizzare al massimo i singoli brand. Basti pensare che Maranello può contare su 64 contratti di licenza stipulati in tutto il mondo e 28 di franchising (anch’essi distribuiti nei cinque continenti): stando alle stime del management, il ramo d’azienda dovrebbe chiudere il 2013 con un giro d’affari di 92,5 milioni, un margine operativo lordo di 52,4 milioni e un risultato netto pari a 50,8 milioni. Numeri di tutto rispetto, se si pensa che tutta la Ferrari nel 2012 aveva registrato un fatturato di 2,43 miliardi e utili netti di 244 milioni.

E infatti, nonostante Ferrari sia il marchio più influente al mondo, in termine di valore, prosegue Brand-finance, il marchio si piazza in 350/a posizione con un valore di quattro miliardi di dollari. Nelle prime dieci posizioni per influenza del marchio in quarta posizione si è classificata la società finanziaria americana McKinsey, seguita da Google, da Unilever, da Hermes, da Rolex, da Red Bull e dalla Walt Disney.

A preoccupare gli addetti ai lavori, però, è l’ipotesi che lo scorporo sia il preludio di un trasferimento all’estero degli asset immateriali del gruppo Fiat. Il gruppo del Lingotto – come detto – ha deciso di conferire il marchio Ferrari a una nuova società, separandolo dalle attività di automotive. L’intento dell’operazione potrebbe essere quello di trasportare all’estero gli asset che generano utili, come marchi e i brevetti, facilmente

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