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Grillo a Sanremo: “La Rai è la rovina del Paese”

“La Rai è la maggiore responsabile del disastro del Paese”. E ancora: “Andiamo lì dove c’è il vuoto per eccellenza, andiamo al festival di Sanremo”. Lo dice Beppe Grillo incamminandosi dalla sede sanremese del Movimento 5 Stelle verso il Teatro Ariston, davanti ai microfoni di Sky Tg24 e alla folla dei cronisti. “Questo è un paese precario come la vostra informazione. Oggi la Rai è il maggiore responsabile del disastro politico-economico del Paese. Voglio far capire alla gente che non è più la Rai dei nostri padri”. E poi, buttandola sul sarcasmo, ai giornalisti: “Avete degli aliti che sono terrificanti”… Lungo la passeggiata, scortato dai militanti M5S, dai cronisti e da tanti curiosi, Grillo di diverte pure a rifare il comico, come ai vecchi tempi, annunciando per esempio l’avvistamento di Brunetta per depistare i cronisti. Però sul presidente del Consiglio incaricato è
durissimo: “Renzi è il vuoto, un cartone animato. È stato mandato al governo dalle banche”.

Poco prima sul suo blog La Cosa, il leader dei Cinque Stelle aveva attaccato i compensi dei conduttori Rai e di Fabio Fazio. E a chi gli chiede come si comporterà nel Teatro Ariston questa sera, Grillo risponde: “Se un esponente del Pd ex meno L parla di reato di interruzione del servizio pubblico è come Minority Report, si guarda il reato prima che avvenga… Sono uno spettatore, non interferisco con il programma”.

Davanti alla folla dei giornalisti sempre più folta, comunque, non resiste alla tentazione di rilanciare pesantemente le sue opinioni. “È un paese che non c’è più, voglio parlare ai cittadini, non a voi”, dice rivolto ai giornalisti. “Se avessimo non la Rai ma un canale normale non avremmo questa situazione politico-economica…”. E il leader del Movimento 5 Stelle attacca la Rai a 360°. Se la prende con il direttore di RaiUno Giancarlo Leone (“ha annunciato che la raccolta pubblicitaria ha superato i costi del festival, è una balla, perché si è azzerata la raccolta sugli altri canali”), poi con il vertice Rai: “ha 10.000 dipendenti e prende 1 miliardo e 700 mila euro di canone e dà 1 miliardo e 400 milioni in appalti esterni”.

“Dobbiamo riprenderci la Rai – urla Grillo – il servizio pubblico senza partiti e senza pubblicità dentro, dobbiamo cambiare l’azienda”. Nel mirino anche il dg della tv pubblica: “Gubitosi ha portato le perdite dall’azienda da 200 a 400 milioni. E ora dove andrà? All’Eni, all’Enel, magari con 4.5 milioni di buonuscita? È questa la Rai che volete? E poi il Tg1, il Tg2 e il Tg3 gestiti dai partiti… basta! Tutto questo avviene con i soldi vostri, pagati con il canone. Allora andate a casa ed appendetevi per i piedi perché questo è un paese al contrario. O vi rovesciate o non capirete niente”. E poi: “Dobbiamo mandarli a casa tutti e prima di andare a casa dobbiamo fargli il pulitometro, non il redditometro che fanno a noi…”.

Lo interrompono, gli chiedono di Mediaset. “Me ne frego di Mediaset, è di uno che è stato buttato fuori a calci nel culo dal Senato e poi è rientrato in Parlamento scortato dai corrazzieri. E un uomo di quella età che parla del futuro…”. E ancora:”De Benedetti e Berlusconi si stanno dividendo il Paese”.

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