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Le mogli dei marò alla Camera, Renzi valuta “nuove iniziative”

Un lungo applauso in aula e la solidarietà unanime di tutto l’emiciclo. La Camera dei deputati ha accolto oggi le mogli dei due marò, raccogliendo la richiesta espressa dagli stessi fucilieri alla politica italiana – attraverso la delegazione parlamentare che andò a New Delhi – di «restare vicina alle loro famiglie». Apparse stanche e provate – solo ieri sera erano a Sanremo – Vania Ardito, moglie di Salvatore Girone, e Paola Moschetti, compagna di Massimiliano Latorre, hanno invocato «l’unità» politica del Paese e «continuità» nella gestione della vicenda da parte del nuovo governo, chiedendo tra l’altro la riconferma dell’inviato speciale Staffan De Mistura. Il rinnovato impegno del futuro esecutivo è stato garantito dal ministro degli Esteri Emma Bonino – tra le probabili riconferme del nuovo governo – che le ha incontrate informalmente in una sala di Montecitorio. E rilanciato dal presidente della Commissione Difesa del Senato, Nicola Latorre del Pd, che ha assicurato «nuove iniziative» sul caso da parte di Matteo Renzi. E proprio mentre il premier incaricato terminava le sue consultazioni alla Camera, le due donne sono state ricevute dalla presidente Laura Boldrini, che ha rivelato di aver scritto al presidente dell’europarlamento Martin Schulz per «sollecitare un suo intervento». «È importante coinvolgere anche i colleghi degli altri Paesi, è importante il contributo europeo», ha aggiunto. «La loro dignità, la loro fierezza, la loro forza ci aiutano a sopportare», hanno detto le due signore che sono poi state ricevute dalle Commissioni congiunte Esteri e Difesa e hanno tenuto una conferenza stampa con i rispettivi presidenti. Pierferdinando Casini, Elio Vito e Nicola Latorre (Fabrizio Cicchitto era impegnato in aula) si sono presentati a giornalisti e telecamere con il fazzoletto della Brigata San Marco nel taschino, regalatogli proprio dalle mogli, per sottolineare la loro solidarietà mentre è ancora forte l’indignazione per l’ennesimo rinvio di ieri da parte della Corte Suprema di New Delhi. «Non ci fidiamo più della giustizia indiana», ha ribadito Casini parlando di «trattamento incivile» nei confronti di Latorre e Girone. Intanto è tornato a Roma per consultazioni – come deciso da Bonino in reazione all’udienza di ieri in India – l’ambasciatore Daniele Mancini. «Non deve tornare in India fino al rilascio di Massimiliano e Salvatore», è stato il commento di Vania Ardito. E sembra che la decisione di richiamare Mancini abbia raccolto consensi anche da una parte dell’opinione pubblica indiana. Almeno secondo un sondaggio online del quotidiano The Hindustan Times tra i suoi lettori, con i favorevoli al 48%, i contrari al 42%. La notizia ha poi scatenato sul sito i commenti pro e contro i marò, in un acceso dibattito che sottolinea anche il «clima elettorale» che pesa sulla vicenda. L’ambasciatore italiano «dovrebbe portare con sè» anche la leader italo-indiana Sonia Gandhi e la sua famiglia «per liberare il Paese dalla corruzione», si legge in uno degli ultimi post.

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