| categoria: politica

Primo giorno di Matteo alla Camera. Dove devo andare?

Arriva trafelato, sul filo dei minuti, stringe mani e scortato dai commessi di Montecitorio Matteo Renzi entra alla Camera da un portone laterale: «Dove devo andare?», chiede a chi lo accompagna, sottolineando così la scarsa «consuetudine» con il Palazzo. Ad attenderlo è la prima giornata di consultazioni con i gruppi parlamentari per tentare di dar vita al suo futuro governo e il segretario del Pd cerca di sdrammatizzare: «Presidente? No per carità – dice rivolto sempre a un commesso – non mi chiami così…». Sale in ascensore con i giornalisti e scherza: «Siete very dangerous». Poi tira fuori il cellulare dalla tasca del cappotto e quando capisce di non avere campo, stupito, si rivolge ancora una volta all’assistente parlamentare: «Ma qui non prende…Ci siamo persi Graziano Delrio…». «No – è la pronta rassicurazione – Delrio è già arrivato e la sta aspettando». «Dove?». «Ma nella Sala del Cavaliere, quella delle consultazioni appunto», è la risposta. Ancora strette di mano, poi il premier incaricato scompare dietro una porta e gli incontri prendono il via. Si comincia con le forze politiche più piccole e in serata l’atteso faccia a faccia con Angelino Alfano e il Nuovo Centrodestra. Nella sala gialla, viene raccontato da chi esce, sono in tre: Renzi prende appunti, il portavoce del partito Lorenzo Guerini scrive al computer e Graziano Delrio ascolta. Qualcuno porta anche piccoli doni: il presidente di Centro democratico Pino Pisicchio, il primo ad essere accolto, gli regala un «Prontuario per un politico provetto», scritto di suo pugno; Mario Ferrara di Gal gli dà invece un pamphlet dal titolo «Allegro, ma non troppo». Quasi tutti raccontano di essere rimasti colpiti dall’aria «molto alla mano» del futuro inquilino di Palazzo Chigi. Le consultazioni ufficiali sono però solo una parte della giornata di Renzi. Durante la pausa pranzo esce dalla Camera e fa perdere le proprie tracce a bordo di una «nuova» macchina: una Bmw grigia. Torna un paio d’ore più tardi, a piedi, e subisce l’ennesimo assalto della folla di telecamere appostata all’ingresso. Lui, sempre senza scorta, fa fatica a fendere la ressa. «Questa presidente – commentano gli assistenti parlamentari che lo mettono »in salvo« – mi sa che è l’ultima volta che arriva così…». Renzi sorride, ma stavolta non replica

Ti potrebbero interessare anche:

"Bersani e Berlusconi bleffano per prendere tempo. Non siamo in vendita"
Kyenge perde le staffe: Maroni fermi gli attacchi della Lega
VILIPENDIO/ Storace, venerdi notte volevo dimettermi
Corruzione: Davigo, whistleblowing è fumo negli occhi
VERSO LE REGIONALI/Per la Sicilia Renzi in difficoltà
SCOPPIA CASO ROMANI E SI APRE DIBATTITO DEM SU MODERATI



wordpress stat