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SCHEDA/ Silvio-Veronica, scene da un matrimonio finito

«Que reste t-il / de nos amours». Un classico dello chansonnier francese Charles Trenet, un cavallo di battaglia di Silvio Berlusconi, quando si esibiva accompagnato al pianoforte da Fedele Confalonieri negli spettacoli sulle navi da Crociera, negli anni Sessanta. Chissà se la canterebbe oggi che il Tribunale di Monza, con una sentenza parziale, ha dichiarato lo scioglimento del matrimonio tra Berlusconi e Veronica Lario. Cupido aveva scoccato la freccia nei primi anni 80 tra le pareti di un piccolo camerino del teatro Manzoni, a Milano. Lei – al secolo Miriam Bartolini – recitava a seno nudo ‘Il magnifico cornutò di Fernand Crommelynck, con la compagnia di Enrico Maria Salerno. Silvio era ancora sposato con Carla dall’Oglio dalla quale aveva avuto due figli, Marina e Piersilvio. Dunque la coppia visse all’inizio un amore clandestino. Il divorzio per Silvio arriverà qualche anno dopo. L’ex premier e la signora Bartolini-Lario si sposeranno solo nel dicembre del 1990, dopo aver già avuto insieme tre figli, Eleonora, Barbara, e Luigi. Nozze celebrate nel segno di quella riservatezza che ha sempre contraddistinto la vita di Veronica. Il 26 gennaio del 1994 Berlusconi annuncia la sua «discesa in campo» e Veronica, in un’ intervista a Paris Match afferma con candore di trovarlo «irresistibile». È ancora il tempo in cui si dice «fiera», tanto che quando il marito diventa, nel marzo dello stesso anno, presidente del Consiglio la si vede, elegante e impettita a giugno per la visita di Bill e Hillary Clinton a Roma e, qualche giorno dopo, a braccetto con il marito a Napoli. Due anni dopo la moglie del tycoon delle televisione italiana sorprende tutti con un articolo per Reset, ‘Lettera di una madre che ha letto Popper’, in cui critica la violenza in tv. Dopo la sconfitta elettorale di Forza Italia nel ’96, si parla per la prima volta delle questioni familiari legate all’eredità di Silvio, da dividere tra i figli nati dai due matrimoni, e si fa l’ipotesi della vendita di Mediaset a Murdoch. Lo convincono a non farlo Marina e Piersilvio, i figli che hanno ancora oggi un ruolo di primo piano nell’impero finanziario del padre. Dopo la vittoria alle elezioni del 2001 Veronica è quasi invisibile, e lo stesso premier scherza parlando di problemi familiari. Anzi nell’ottobre del 2002 fa suoi i pettegolezzi che parlano di una passione tra la moglie e il filosofo Massimo Cacciari: ne parla in un incontro con il premier danese Anders Fogh Rasmussen. Nel 2003 nuovo intervento pubblico di Veronica che affida alle pagine di Micromega una riflessione sul movimento pacifista che a suo avviso «risveglia le coscienze». La sua vita è tutta dedicata ai figli, con Eleonora che ha compiuto 18 anni e quel compleanno, nel 2004, è l’unica occasione in cui tutta la famiglia si fa vedere insieme a Palazzo Chigi. Ma i momenti in cui segna la distanza intellettuale dal marito si moltiplicano. Esce la sua biografia autorizzata, un lungo colloquio con Maria Latella, ‘Tendenza Veronicà, in cui parla della solitudine di una donna che non ha condiviso la scelta del marito di entrare in politica. Prende le distanze pubblicamente da Silvio quando, nel giugno del 2005, dichiara di aver votato quattro sì per abrogare una legge sbagliata, quella sulla procreazione assistita. Poi appoggia la campagna elettorale del marito ma augura a lui e a Prodi: «Vinca il migliore». Nello stesso anno Silvio la porta in gran segreto a Marrakech per festeggiare il suo 50esimo compleanno. Un giornale di Rabat riferisce che lui ha ballato per lei, coperto da veli, portandole uno splendido dono. È il 31 gennaio 2007 quando Veronica manda una lettera a Repubblica dopo le uscite del Cavaliere su Mara Carfagna al Galà dei Telegatti («la sposerei subito»): «Affermazioni lesive della mia dignità» per le quali chiede al marito pubbliche scuse. Qualche ora dopo Berlusconi invia le sue scuse pubbliche alla moglie: «La tua dignità non c’entra, la custodisco come un bene prezioso nel mio cuore anche quando dalla mia bocca esce la battuta spensierata, il riferimento galante, la bagattella di un momento». Ma è l’inizio della fine che arriva, clamorosa, la mattina di martedì 28 aprile del 2009. Veronica guarda i giornali, la sua attenzione si sofferma sull’articolo di «Repubblica» che svela come nella notte il premier si sia presentato a sorpresa in una villetta di Casoria, dove si celebravano i 18 anni di Noemi Letizia. La ragazza chiama Berlusconi «papi», ai giornalisti dirà più tardi che lo conosce da tempo e che spesso lo va a trovare a Milano e Roma. Prende carta e penna e scrive proprio a Repubblica: parla di figure di vergini che si offrono al drago per rincorrere il successo e la notorietà e di «ciarpame». Il resto, da Ruby alle Olgettina, è cronaca giudiziaria e politica. Del loro, ora, resta solo il contenzioso economico.

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