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Totoministri, incognita Tesoro, spunta l’ipotesi-spacchettamento

Matteo Renzi si mostra ottimista ma il principale tassello del suo governo, il ministero dell’Economia, resta ancora scoperto. Il nome dell’economista Lucrezia Reichlin gira molto ma non sarebbe l’opzione preferita dal premier incaricato che starebbe anche valutando la possibilità di alleggerire le deleghe, separando il Tesoro dalle Finanze. “Una volta risolto via XX settembre, tutto scenderà per li rami”, spiega un fedelissimo del sindaco lasciando intendere che Renzi ha già ricevuto dei sì ad entrare nell’esecutivo.

Dopo alcuni no eccellenti, come quello di Prodi, il leader Pd starebbe riconsiderando l’idea di un politico alla guida del Tesoro. Per questo circolano ancora i nome dell’ex rettore della Bocconi Guido Tabellini e del presidente dell’Inps Pier Carlo Padoan. Ma non si esclude neanche, in caso di spacchettamento del dicastero, il presidente della Cassa Depositi e Prestiti Franco Bassanini per le Finanze.

Tra gli obiettivi di Renzi c’è anche quello di rivoluzionare la geografia dei ministeri. E così se sembra sempre più vicina la presenza di Luca Cordero di Montezemolo alla guida del ministero del Made in Italy, oggi è spuntato il nome di Renato Soru a capo del dicastero dell’Innovazione. Allo Sviluppo Economico è accreditato Franco Bernabè ma resiste l’ipotesi dell’ad di Ferrovie Mauro Moretti, anche se, a quanto si apprende, i rapporti con Renzi non sarebbero strettissimi.

Al Lavoro scendono le quotazioni di Guglielmo Epifani mentre resistono Pietro Ichino e Tito Boeri ma in corsa c’è anche la deputata di Sc e ricercatrice Irene Tinagli. Anche se, al termine di una burrascosa riunione di Sc, il partito di Mario Monti avrebbe deciso come prima scelta di indicare il segretario Stefania Giannini per il ministero dell’Istruzione. Alla Giustizia viene data per certo la presidente del Tribunale dei Minori di Milano Livia Pomodoro mentre sembra in via di soluzione anche il braccio di ferro con Angelino Alfano per un altro dicastero chiave: il Viminale. Se il leader Ncd incassa la riconferma, insieme a Maurizio Lupi e Beatrice Lorenzin, Dario Franceschini è in corsa per il ministero dei Beni Culturali anche se i dalemiani insistono per Massimo Bray. Della minoranza Pd dovrebbe restare al suo posto Andrea Orlando e i bersaniani punterebbero per l’Agricoltura sul sottosegretario Maurizio Martina. Emma Bonino viene ancora considerata l’ipotesi più probabile per la Farnesina e punta a rimanere anche Mario Mauro dei Popolari ma resta in corsa per la Difesa anche la dem Roberta Pinotti. Sicuri i fedelissimi di Renzi Graziano Delrio come sottosegretario alla presidenza del Consiglio e Maria Elena Boschi ai Rapporti con il Parlamento con delega alle Riforme.

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