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Un hotel al giorno e così Renzi dribbla i reporter

Il decisionismo di Matteo Renzi era noto, ed in questi giorni fotografi, cameramen e giornalisti hanno potuto constatare anche una certa prestanza fisica, a giudicare dal modo in cui il Presidente incaricato si è saputo liberare dal loro assedio all’arrivo alla Camera, con qualche spintone ben assetato. Renzi non vuole però rinunciare soprattutto al suo stile di vita, senza scorte e quindi un pò più libero: per questo martedì sera ha cambiato albergo, in modo da seminare fotografi e teleoperatori, scegliendone uno a pochi passi dalla Camera. Il premier incaricato può quindi uscire a piedi da solo, senza scorta, e telefonare al fidato Graziano Del Rio che lo attende alla Camera, dove è già arrivato Silvio Berlusconi: «sto arrivando, falli sedere dove ieri stava Alfano», dice al cellulare. Ma ecco che quattro fotografi lo intercettano e gli corrono davanti per poterlo riprendere, cosa che infastidisce Renzi, dato che il «corteo» che si era creato travolgeva i passanti: «Ragazzi così non va; uno gira senza scorta e voi… oltretutto impedite anche il rapporto diretto con i cittadini». In effetti diversi passanti riconosccono Renzi tendendogli la mano per farsela stringere ma in diversi arretrano spaventati. All’arrivo a Montecitorio c’erano ad aspettarlo diverse decine di fotografi e cameramen che gli sono andati incontro formando una specie di muro, dal quale però il premier incaricato si è liberato con tre-quattro spintoni ben assestati che gli hanno consentito di raggiungere il portone e che hanno lasciato sorpresi i cronisti. «La scorta? Ci vuole non per me ma per i giornalisti!» dice soddisfatto della propria performance ai commessi della Camera che lo aspettavano. È fuori dagli occhi di giornalisti e fotografi, invece, il lungo incontro con Berlusconi e il successivo con la delegazione del Pd, mentre è in streaming quello altrettanto atteso dai curiosi con Beppe Grillo. Il premier incaricato vuole farsi aggredire, anche per dimostrare (ancora una volta) alla sinistra interna del Pd l’impraticabilità di un confronto con M5s. Renzi inizia mellifluo («grazie per essere venuti»), e quanto Grillo parte a testa bassa, blocca Delrio che sta per replicare al leader dei pentastellati («buono!»). Renzi non resiste a una stilettata: «sei in difficoltà con il tuo prossimo show e vuoi fare un pò di prevendita». E dopo aver bloccato ancora una volta Delrio, taglia corto e interrompe improvvisamente l’incontro congedando Grillo: «esci dal blog, Beppe». Le consultazioni sono finite ma Renzi non rinuncia ad una battuta autoironica, che tanto gli piace: ai cronisti che – «chiamati i giri» – gli fanno troppe domande in una, replica: «vabbè che sono stato alla ‘Ruota della Fortunà, ma voi giocate sempre il jolly…». Ma la giornata del ‘rottamatorè non è finita. E nemmeno la sua sfida a distanza con i giornalisti: prima torna a seminarli per recarsi in Bankitalia, poi – imboccando via Nazionale in salita e, quindi, su corsia preferenziale (presidiata dalle telecamere dei vigili urbani) – costringe gli inseguitori a desistere. Solo in seguito verrà fatta trapelare la sua meta pomeridiana: via XX Settembre per discutere di programma e, anche, della possibile futura guida del ministero dell’Economia

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