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USA/ Blitz alla mostra dell’artista cinese Weiwei a New York, in pezzi vaso da un milione di dollari

L'artista dissidente cinese Ai Weiwei

Vita che imita l’arte: entrato in un museo di Miami, un artista di origini ispaniche ha mandato in frantumi un prezioso vaso della dinastia Han, parte di una mostra del dissidente cinese Ai Weiwei. Ai aveva dipinto l’urna di circa duemila anni fa in colori vivaci come parte della sua installazione di 16 «Vasi Colorati» al Perez Art Museum della città della Florida. Sullo sfondo: tre foto del famoso artista che sfascia in mille pezzi un altro vaso della dinastia Han. Maximo Caminero, dominicano di nascita, ma trapiantato negli Usa, se ne è ispirato per la sua «protesta spontanea» contro il museo e l’enfasi che mette nell’esporre solo ‘star’ dell’arte internazionale. Caminero è stato arrestato per vandalismo. A suo dire non sapeva il valore dell’urna distrutta: oltre un milione di dollari. Ai è considerato uno dei più coraggiosi, oltre che celebri, artisti cinesi, e le autorità di Pechino, dopo averlo detenuto per 81 giorni nel 2001 per una accusa di evasione fiscale, gli hanno ritirato il passaporto impedendogli di asciare il Paese. L’installazione al museo di Miami, con relative foto della distruzione dell’urna, voleva esprimere la nozione che «nuove idee e valori possono essere prodotti attraverso atti di iconoclastia». Alla notizia che qualcuno, quali che fossero le motivazioni, aveva seguito il suo esempio, l’artista cinese all’inizio non ha battuto ciglio: «Il mio lavoro è fragile, viene spesso distrutto durante le mostre: mi son detto che ci penserà il museo o la società di assicurazioni». Poi però, quando ha saputo le ragioni del gesto di Caminero, sono subentrate le perplessità: «Un artista che distrugge il lavoro di un altro artista per le ragioni che ha detto? Non mi sembra giusto». Caminero, che afferma di avere agito «a nome di tutti gli artisti locali di Miami che non hanno mai esposto in un museo della città», rischia adesso cinque anni di prigione. Secondo il Perez Art Museum, la sua protesta è stata premeditata e inaccettabile: «Come museo dedicato alla celebrazione di artisti moderni e contemporanei della nostra comunità e in tutto il mondo abbiamo il massimo rispetto per la libertà di espressione ma questo atto distruttivo è stato vandalismo allo stato puro. E una mancanza di rispetto per un altro artista e per il suo lavoro».

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