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Ambulanti a Cola di Rienzo, l’inchiesta / (4) Parla il Comandante dei Carabinieri: “Solo i banchetti volanti non hanno permessi. E noi li cacciamo”

Il meccanismo di controllo degli ambulanti semi-stabili è un rebus complicatissimo, e intanto nessuno rimuove i banchetti illegali: almeno venti lungo la via in un pomeriggio feriale qualsiasi

di Lorenzo Marziali

Il Comandante della Stazione Prati dei Carabinieri mi rassicura (si fa per dire): ‘E’ tutto legale. I banchi sotto gli ombrelloni bianchi hanno la licenza del Comune…’, ‘Ma anche quelli che coprono l’entrata di Tiffany e Trussardi?’, ‘Sì’, ‘E quelli davanti alla Coin?’, ‘Anche quelli’. Per quanto il Comandante possa (o non possa) essere d’accordo con me, i Carabinieri e i Vigili Urbani della Stazione di via del Falco hanno solo obblighi di controllo: verificare l’autorizzazione dei banchisti, la categoria merceologica (che non vendano occhiali se hanno dichiarato di vendere vestiti) e il metraggio (che non occupino più suolo pubblico di quanto gli è consentito). Alcune delle postazioni sono a rotazione, e può capitare che i commercianti si mettano d’accordo tra di loro e si scambino i turni: diciamo che non è proprio questo il problema. ‘E i grossi furgoni (anche questi esteticamente pessimi) parcheggiati perennemente sulle strisce blu? Pagano i parcheggi?’, ‘Questo non dobbiamo controllarlo noi: è competenza dei vigilini dell’Atac’. Ok, ci riprovo: qualcosa di sbagliato deve esserci: ‘Ma non vendono anche merce falsa?’ ‘Le imitazioni con il marchio modificato non sono illegali, e in ogni caso i falsi sono competenza della Guardia di Finanza’. Niente da fare, sembra non ci sia nulla da recriminare alle forze dell’ordine…anzi no…forse qualcosa c’è. Flashback: ‘E’ tutto legale. I banchi sotto gli ombrelloni bianchi hanno la licenza del Comune. Semmai – continuava il Comandante – sono illegali le bancarelle sui tavolini o sui cartoni, che vendono cover per cellulari, borse, pashmine ecc., ma a quelli diamo la caccia: li abbiamo fatti allontanare verso altri quartieri’. E’ strano allora che in due ore di passeggiata su via Cola di Rienzo abbia contato almeno una ventina di banchetti e non sia riuscito ad incontrare nè un carabiniere nè un vigile di pattuglia. Neanche uno. Forse è il caso di arrendersi all’idea che carabinieri e polizia locale non abbiano colpe e di prendersela col Comune, che rilascia quelle autorizzazioni per chissà quali motivi e interessi (più o meno trasparenti); in particolare con la Leonori, che aveva promesso di regolamentare il settore (in barba allo status quo e ai vari Tredicine) e non l’ha ancora fatto. Sì. E’ decisamente più logico.

Da ‘Il Corriere di Roma’ n. 6 2014

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