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Usano i soldi del vaccino per comprare auto e pc, scandalo alla Asl di Chieti

La Asl di Lanciano-Vasto-Chieti ha utilizzato parte dei soldi destinati alla campagna vaccinale antinfluenzale per l’acquisto di automobili, computer fissi e portatili. E l’Intersindacale sanitaria abruzzese va all’attacco con il coordinatore Walter Palumbo: «Forse qualcuno ha dimenticato che ci sono altri capitoli di spesa del bilancio aziendale cui andavano imputate tali somme. Dal nostro punto di vista, ciò che è accaduto è inaccettabile. Pertanto, chiederemo spiegazioni al direttore generale Francesco Zavattaro e denunceremo il fatto alla Corte dei conti».
Ieri, però, il manager ha fatto sapere di non voler rilasciare dichiarazioni sull’argomento. Ma andiamo con ordine. La Regione ha assegnato alla Asl teatina 237 mila 450 euro e 25 centesimi per lo svolgimento della campagna influenzale 2013-14. Trentamila euro, come si legge nella delibera del dicembre 2013, sono stati utilizzati per lo straordinario del personale medico, infermieristico e amministrativo perché, «al fine di agevolare l’adesione della popolazione alla vaccinazione, si rende necessario incrementare il numero delle aperture delle sedi vaccinali, in particolare quelle gestite direttamente dal personale distrettuale con apertura di alcune di esse anche in orario pomeridiano».
«Perché tutto questo straordinario? Bisognerebbe capire quante vaccinazioni sono state fatte nel normale orario di lavoro e quante durante le ore straordinarie», dice Palumbo. E ancora, si legge nella delibera: con 60 mila euro sono state acquistate quattro autovetture per le sedi di Vasto, Lanciano, Ortona e Chieti; con 10 mila otto computer fissi e otto stampanti; con 5 mila cinque computer portatili; con 2 mila due proiettori; con 10 mila tre gruppi elettrogeni; con 3 mila tre frigo per la conservazione dei vaccini; con 1.600 16 sfigmomanometri e 16 fonendoscopi; 5 mila euro sono stati invece destinati alla gestione dell’emergenza nei presidi sanitari.
«Tutto questo materiale, che in totale è costato 126 mila euro, perché è stato comprato con i soldi destinati alla vaccinazione – si chiede Palumbo -? Ciò che denunciamo è la totale mancanza di trasparenza nelle modalità d’acquisto da parte dei vertici della Asl». E ancora: «Non riusciamo a spiegarci, tra le altre cose, come mai questi fondi servano per premiare chi svolge un lavoro straordinario per la vaccinazione, mentre i medici convenzionati (medici di famiglia e pediatri) si autofinanziano questa attività. Anzi, verranno penalizzati qualora non raggiungessero il target del 75 per cento dei pazienti da vaccinare previsto dal Ministero».

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