| categoria: esteri

EGITTO/Morsi alla sbarra: “Avanti con la rivoluzione”

Mohamed Morsi

«Avanti con la rivoluzione». Mohamed Morsi non si piega. L’ex presidente egiziano, destituito dai militari nel 2013, ha incitato ieri la folla nel corso di una nuova udienza al Cairo del processo (uno dei tre già cominciati) che lo vede imputato per l’evasione dal carcere di Wadi Natrun nel 2011. Il successore di Hosni Mubarak, leader dei Fratelli musulmani si è rivolto al popolo «chiedendogli di continuare la rivoluzione pacifica» e ha poi attaccato i giudici, definendo il processo «nullo e incostituzionale». Nella sua ‘arringa’ ha anche puntato il dito contro quelli che ha definito gli «autori del colpo di Stato», che «saranno giudicati senza pietà». «Le rivoluzioni della primavera araba trionferanno. Ero e continuo ad essere ancora il presidente della Repubblica», ha ribadito dalla gabbia degli accusati, mentre i suoi avvocati hanno chiesto la ricusazione dei giudici. Dichiarazioni destinare ad infiammare gli animi dei suoi sostenitori, mentre il Paese continua a vivere in un clima di forte tensione, segnato da ripetuti scontri e violenze di piazza, ma anche dalle minacce jihadiste nel Sinai. Affermazioni, quelle di Morsi, indirizzate all’uomo forte del Paese, il ministro della Difesa Abdel Fattah al-Sisi, che ancora non ha sciolto la riserva sulla sua candidatura alle prossime elezioni presidenziali anche se tutti la danno per certa. Insieme a Morsi in questo processo sono imputate altre 130 persone, una settantina della quali apparterebbero al gruppo estremista palestinese di Hamas, che controlla Gaza. Stando all’accusa, militanti della Confraternita, di Hamas e di Hezbollah hanno attaccato prigioni e stazioni di polizia durante i primi giorni della rivolta anti-Mubarak agli inizi del 2011, uccidendo agenti e aiutando a fuggire diversi detenuti come lo stesso Morsi e altri leader della Fratellanza. L’udienza di ieri è stata aggiornata a lunedì prossimo. Ingegnere di 62 anni, Morsi è arrivato alla presidenza nel giugno del 2012, vincendo il ballottaggio contro l’ex generale ed ex premier Ahmed Shafiq. Primo presidente islamico democraticamente eletto pur con ripetute accuse di brogli, è stato arrestato a inizio luglio 2013 sull’onda delle manifestazione e delle proteste di piazza. Una defenestrazione che non ha fermato i suoi seguaci: quasi quotidianamente hanno organizzato manifestazioni, poi degenerate in violenti scontri con le forze dell’ordine, arresti e centinaia di morti e feriti. Intanto in un altro procedimento giudiziario, la Corte d’Assise di Alessandria ha assolto l’ex direttore della sicurezza e altri cinque responsabili della polizia egiziana accusati dell’uccisione di un’ottantina di manifestanti e del ferimento di altre centinaia durante le proteste della rivoluzione del 2011. L’udienza si è tenuta in un tribunale del Cairo a causa delle tensioni e degli scontri tra le famiglie delle vittime e le forze dell’ordine.

Ti potrebbero interessare anche:

Finisce a Pechino un terzo dei pannelli solari
UCRAINA/ Abbattuto dai separatisti un Mig-29 di Kiev
Gran Bretagna al voto in un clima di incertezza
Folla ai funerali dell'avvocato curdo, "Erdogan assassino"
Strauss-Kahn, telenovela infinita: "Ha un figlio segreto"
Hillary (pare) torna in campo venerdì: non pensavo che la polmonite fosse un problema



wordpress stat