| categoria: sanità

In alcune regioni le Case della Salute sono realtà consolidate

In Lombardia, Toscana, Veneto ed Emilia Romagna il restyling della sanità, che attraverso le Case della Salute punta a rinforzare la medicina territoriale per risparmiare sull’eccesso di ricoveri, è già una realtà. Altrove, più o meno velocemente, si cerca, in questi mesi, di recuperare il tempo perso. Già prevista nella Legge Balduzzi del settembre 2012, la riforma della medicina del territorio, pensata per affrontare in particolare il tema delle cronicità, è ora uno dei capitoli principali all’interno del confronto più ampio sul Patto per la Salute, che dovrà ridisegnare i contorni del Servizio Sanitario Italiano. Ma la mancanza di fondi e le lentezze burocratiche hanno rallentato l’entrata a regime di Case della Salute, strutture sanitarie pensate per ospitare medici di famiglia e altri professionisti sanitari associati per fornire assistenza h24 e alleggerire così il carico che grava su ospedali e pronto soccorso. Tra le best practice, la Lombardia dove il modello del ‘prendersi curà è in sperimentazione dal 2010 in 5 Asl e oggi sono 63.475 i pazienti cronici e 484 medici di base coinvolti. In Veneto, la diffusione della forma associativa della medicina di famiglia, invece, ha avuto inizio già nel 2001-2004, con raggruppamenti spontanei e oggi, con il Piano Socio-sanitario 2012-2016, si è delineata la cornice di sviluppo normativo. In Toscana fin dal 2010 si sono sperimentate forme di sanità di iniziativa che ora copre il 40% della popolazione e le Case della Salute sono per l’assessore regionale Luigi Marroni, veri e propri «pilastri della riforma sanitaria regionale». In Emilia Romagna 56 sono attualmente attive e sono punto di riferimento per 800.000 persone, circa un quinto della popolazione, mentre 60 sono quelle in programma. In Umbria, sono realtà a Marsciano, dove nel 2011 è stato riconvertito l’ospedale, e a Bastia, ma presto si aggiungerà anche a Trevi. Più lentamente si procede nelle altre Regioni. In Calabria è stato presentato un progetto per la realizzazione di 8 strutture, sull’esempio dei modelli che partiranno a Chiaravalle Centrale, Siderno e S. Marco Argentano. In Puglia si lavora alla ristrutturazione prendendo esempio del Centro Polifunzionale Territoriale San Paolo di Bari che ha preso in carico 15mila assistiti e ha permesso il risparmio di almeno mille ricoveri ‘inutilì. Nelle Marche, entro giugno 2014 sarà definito un programma di dimensionamento delle strutture: tra quelle da adeguare, da riconvertire e da creare ex novo, dovrebbero essere in tutto una quarantina. Nel Lazio per il 2014 si prevede la realizzazione di 48 Case della Salute. Le prime saranno a Sezze, Rocca Priora e Pontecorvo e Forlimpopoli e la scorsa settimana, è stato avviato un percorso formativo per medici e operatori dei cosiddetti «ospedali di prossimità».

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