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Sequestrate maschere made in China, low cost ma nocive

Maschere nocive che avrebbero potuto causare problemi di salute soprattutto ai bambini. La Guardia di Finanza ha sequestrato a Roma duemila costumi di carnevale e denunciato quattro imprenditori cinesi: i costumi low cost e nocivi, una maxipartita tutta Made in China, erano destinati non solo al mercato di Roma ma alle principali città italiane. Vampiri, personaggi horror e mostri ma anche principesse e supereroi ma confezionate con materiali tossici e pericolosi per la salute e che avrebbero potuto rovinare il Carnevali agli ignari acquirenti. Sostanze come il cicloesanone, composto infiammabile e nocivo per inalazione, oltre che irritante per le mucose, le vie respiratorie superiori, gli occhi e la cute. A porre sotto sequestro i due milioni di articoli stipati in quattro mega-capannoni alla periferia orientale di Roma ci ha pensato la Guardia di Finanza che ha proceduto anche alla denuncia di quattro imprenditori cinesi, tutti amministratori legali delle società cui sono riconducibili i depositi. Nei loro confronti, oltre alla contraffazione, potrebbero configurarsi anche reati più gravi legati al grave rischio per la salute dei clienti, per di più bambini. A finire sotto sequestro non sono stati solo maschere e costumi, ma anche trucchi e giochi pirotecnici, tutti fuorilegge. Alcuni sprovvisti del tagliando CE, altri invece con il logo contraffatto. In un altro capannone, ma questa volta a Fiano Romano, a pochi chilometri da Roma, le Fiamme Gialle hanno rinvenuto e sequestrato 45.000 calzature taroccate di celebri griffe come Nike, Adidas ed Hogan. Materiale del valore di oltre un milioni di euro che era già in viaggio verso la Capitale. E proprio per debellare la contraffazione, oggi in prefettura è stato siglato un protocollo tra forze di polizia, Campidoglio, Procura e associazioni del commercio nel quale si istituisce anche una cabina di regia per il monitoraggio del fenomeno sempre più dilagante. Servirà non solo di supporto alla prevenzione e alla repressione degli illeciti, ma anche all’informazione nei confronti dei consumatori, spesso inconsapevoli dell’acquisto. «È importante l’apporto di tutti per combattere questo fenomeno – il parere del generale Ivano Maccani, comandante provinciale della Guardia di Finanza -. Di fronte a un nemico che cerca di ramificarsi anche le nostre risposte si ramificano». «La contraffazione è un fenomeno abbastanza diffuso – sottolinea il prefetto, Giuseppe Pecoraro -. Dobbiamo controllare anche farmaci e prodotti sanitari». Ma oltre al danno alla salute, il fenomeno colpisce anche le casse dei commercianti, come evidenzia il presidente della Camera di Commercio di Roma, Giancarlo Cremonesi. «Dobbiamo far sì che questo fenomeno che va diffondendosi – afferma – non solo venga contrastato ma limitato nei danni grandissimi che porta all’economia e al made in Italy». E da Federmoda arrivano dati che mostrano come, complice forse anche la crisi, il mercato della contraffazione cresce: dal 44% delle segnalazioni ricevute nel 2000 si passa all’85% del 2013. E aumenta anche il numero degli imprenditori romani (+17%) che vedono nella contraffazione la terza causa, dopo la pressione fiscale e le lungaggini burocratiche, della crisi della propria attività.

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