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Dieci miliardi dalla spending review, giallo sulle cifre del piano Cottarelli

Il ministero dell’Economia frena sulle ipotesi di ottenere 10 miliardi dalla spending review del Commissario straordinario Carlo Cottarelli. In una nota pomeridiana, il Tesoro scrive che “le cifre sui risparmi dalla revisione della spesa che circolano” in queste ore “non hanno alcun fondamento. Le proposte ufficiali del Commissario per la revisione della spesa, Carlo Cottarelli, saranno illustrate all’apposito Comitato interministeriale, l’autorità politica a cui lo stesso Commissario è previsto che riferisca”.

Secondo quanto filatrato in mattinata, sarebbero stati individuati i 10 miliardi di risparmi di spesa, da destinare al taglio del cuneo fiscale fortemente voluto dal premier Matteo Renzi. Il piano d’intervento di Cottarelli sarebbe pronto da alcune settimane, e ieri è stato fatto un primo giro di tavolo col Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan per poi essere, a breve, presentato al premier Renzi.

Secondo fonti ministeriali vicine al dossier, il volume dei risparmi che si potrebbero ottenere razionalizzando la sola voce degli acquisti di beni e servizi è di ulteriori 10 miliardi all’anno a regime, vale a dire nel giro di un paio d’anni, come stimato recentemente dal Centro studi Confindustria, che si aggiungono a quelli già ottenuti dalla Consip filtrando ad oggi acquisti per circa 30 miliardi.

Per ottenere in tempi più brevi i risparmi attesi sarebbe necessario intervenire però anche sulle forniture in essere, senza comunque poter rinegoziare

i contratti in vigore, cosa proibita dalla normativa europea. Ma l’Autorità per per la vigilanza sui contratti pubblici ha rilevato che le forniture, aggiudicate con gara, sono state finora in Italia una netta minoranza. La sfida è infatti proprio quella di vedere se sarà possibile una revisione dei prezzi. Nel documento di Cottarelli un capitolo corposo sarebbe poi dedicato anche alla razionalizzazione delle cosiddette “stazioni appaltanti”, cioè degli enti pubblici che effettuano acquisti direttamente, senza passare dalla Consip né da nessun’altra struttura specializzata: si tratta, ad oggi, di un esercito di ben 32 mila entità, a fronte di poco meno di 10 mila enti pubblici, con scarsa competenza tecnica, considerata fonte di numerosi sprechi. Cottarelli proporrà di concentrare le stazioni appaltanti e di sviluppare le gare on-line, del genere di quelle gestite dalla Consip e dalle altre centrali acquisti qualificate, come Arca, InterCentER, che ne mutuano le metodiche.

Nella sua formulazione originaria, il piano di spending review di Cottarelli è triennale e punta a risparmi per 32 miliardi; sul punto, il sottosegretario Graziano Delrio ha però dichiarato che “è un ottimo lavoro, pensiamo di farlo nostro”. Per il solo 2014 “è possibile ricavare 3 miliardi in più”, ha detto Delrio.

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