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I Rolling Stones infiammano il Tokyo Dome

Le aspettative dell’esordio non sono andate deluse, anzi: il Tokyo Dome era incandescente al termine della prova dei «teenager» settantenni Rolling Stones, trascinati da un inesauribile Sir Mick Jagger, capace malgrado le sue 71 primavere al prossimo giugno di entusiasmarsi ancora ed entusiasmare. Oltre due ore di musica davanti a circa 50.000 fans riuniti nel tempio del baseball dello Yomiuri Giants, nel cuore della capitale nipponica, per quella che è stata la seconda tappa del «14 on Fire» (la prima una settimana fa ad Abu Dhabi), il nuovo ed ennesimo tour mondiale della rock band britannica e primo concerto nel Sol Levante dopo un’assenza di otto anni. Un totale di 25 brani che hanno ripercorso la lunga carriera delle «Pietre Rotolanti» e scosso, in termini relativi vista la proverbiale compostezza, il pubblico nipponico in gran parte costituito da colletti bianchi (‘sarariman’) e giovanissimi. Un crescendo, partito da «Get off of my cloud» e «Jumping Jack flash», per salire progressivamente di tono con le chitarre elettriche di Keith Richards (anche nel ruolo di vocalist) e Ronnie Wood, la batteria di Charlie Watts, il sax di Tim Ries e la voce di Lisa Fischer, da anni parte dei tour della band. E ancora «Bitch» (uno dei brani scelti dai fans in una sorta di votazione su Twitter, allo scopo «di adattare la scaletta» al pubblico e ai Paesi dove la band non si esibisce da un pò di anni), «You can’t always get what you want», «Honky tonk woman» e «Paint it, black», con diversi duetti tra la vocalist di colore e Jagger. Al quale è riuscita l’impresa non da poco di far cantare, in inglese e a tratti a squarciagola, la grande arena. Mescolando ad arte e passo dopo passo una sorprendente serie di espressioni in perfetto giapponese (come ‘minna ni aitakattà, ‘volevo vedere tutti voì) si è arrivati al colpo finale: «are you ready?» e sono partite le note inconfondibili di «Satisfaction», in una versione lunga e strumentale. È finita, come prevedibile, con una standing ovation e cori da stadio, in una arena i cui biglietti sono andati a ruba in pochi giorni. I Rolling Stones hanno altri due concerti, il 4 e il 6 marzo, a chiusura del sesto tour in Giappone, prima di spostarsi a Macao, Shanghai e Singapore prima di approdare in Australia.

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