| categoria: politica

Pd, da marzo Italicum in aula. Ndc: no a pasticci

La prossima settimana potrebbe essere quella buona. Dopo lo stop legato alla crisi di governo, in Aula alla Camera dovrebbe iniziarsi a votare la legge elettorale. Domani il Pd proporrà infatti alla conferenza dei capigruppo di Montecitorio di mettere in calendario l’Italicum per i primi giorni di marzo. E Ncd non si opporrà: «Vogliamo che la riforma sia approvata subito», conferma Angelino Alfano. Ma FI, che ha intensificato il suo pressing, resta in guardia: teme che Matteo Renzi ceda alla richiesta dell’alleato Alfano di legare l’entrata in vigore della legge alla riforma del Senato. In mattinata Forza Italia tenta un ‘blitz’: agli altri capigruppo Renato Brunetta chiede di iniziare subito, oggi stesso, il voto dell’Italicum in Aula. Ma si ritrova a sostenere questa proposta «felicemente solo» con il vicepresidente della Camera Roberto Giachetti. «L’Italicum è fermo da tre settimane – tuona Brunetta – Renzi aveva promesso di approvarlo entro febbraio ma oggi il ministro Maria Elena Boschi ci ha spiegato che parlava a titolo politico e non come presidente del Consiglio». Se la legge non viene approvata entro tre settimane alla Camera e al Senato, ne vedremo delle belle«, avverte FI. Silvio Berlusconi ha chiesto a Renzi la garanzia che sulle riforme si andrà avanti come stabilito. E Lorenzo Guerini oggi assicura: »Gli accordi per il Pd sono impegnativi«. »Il nostro obiettivo è andare avanti con determinazione«, afferma il portavoce del Pd. Tant’è che domani sarà il capogruppo dem Roberto Speranza a chiedere di calendarizzare la legge in Aula la prossima settimana. »È in testa alle nostre priorità: ce la faremo«, conferma Emanuele Fiano, capogruppo in commissione. Anche se, sostengono fonti della maggioranza, il testo potrebbe subire un rallentamento al Senato. I nodi, politici e tecnici, sono comunque ancora tutti sul tavolo. »Servono chiarimenti – afferma Pino Pisicchio (Cd) – che fine ha fatto ad esempio la simulazione sulla distribuzione dei seggi preparata dai tecnici della Camera?«. In Aula i piccoli partiti, così come la minoranza del Pd, sono pronti a sollevare ancora temi come quelli delle soglie (»Bisogna alzare al 40% quella per il premio di maggioranza«, dice il popolare Mario Mauro) e delle liste bloccate. Ma l’attenzione in questa fase è soprattutto per il cosiddetto ‘lodo Lauricellà, un emendamento sostenuto da minoranza dem, Ncd e partiti centristi per legare l’entrata in vigore della legge alla riforma del Senato. »Non rallenteremo la legge elettorale – dice Alfano – ma non vogliamo fare un pastrocchio«, con il rischio di due ballottaggi diversi per Camera e Senato. »Sono convinto – afferma il leader di Ncd – che ci siano le condizioni per risolvere il problema«. Durante le consultazioni Alfano ha chiesto a Renzi di assicurare che le riforme, quelle costituzionali e l’Italicum, procedano di pari passo. Potrebbe non bastare perciò, a Ncd, la trasformazione del ‘lodo Lauricellà in un ordine del giorno, come propone FI. Se ne dovrà ancora discutere, dunque. E il dossier tornerà a tenere banco, spiegano nella maggioranza, appena chiusa la partita dei sottosegretari.

Ti potrebbero interessare anche:

SONDAGGI/ Cinque Stelle verso il 30%, il centro di Monti si è dimezzato
Sentenza su interdizione, due anni a Berlusconi
Indagato a Napoli il presidente di Trenitalia
Editoria, la Santanchè compra Novella 2000 e Visto
Madia, la vigilanza sulle partecipate è per i tagli, non per gli esuberi
Brindisi a Catania tra Berlusconi, Salvini e Meloni. Ma non è ancora un'intesa



wordpress stat