| categoria: editoriale, Il Commento

Se si rompe il giocattolo di Grillo

Stiamo sperimentando l’effetto-Renzi, e ancora non riusciamo a capire dove ci porterà l’azione del sindaco-premier. Ma stiamo per subire, a sorpresa, gli effetti della crisi in atto nel Movimento Cinque Stelle. L’implosione del Movimento sul quale milioni di persone puntano per salvare il salvabile del nostro paese. Rischia di crollare l’ultima spiaggia, l’ultima carta da giocare in caso di un fallimento di Matteo Renzi. Grillo vince sul campo, certo, e come imprenditore politico, padrone di un marchio e di una operazione politica nella quale ha imbarcato alcune centinaia di sprovveduti fa e disfa a suo piacimento. E’ un altro tipo di democrazia, quello che propaganda il comico-politico ligure. Ma il giocattolo rischia di rompersi e di risultare quindi inutile. Lui chiede obbedienza ai suoi nella linea della sua strategia, le comparsate goliardiche lasciano il tempo che trovano e non servono al disegno del leader. Ma come può essere vissuto il trauma dell’espulsione, e se si arrivasse ad una scissione che effetto avrebbe la cosa sulla base del movimento? Grillo sa che il palato dell’opnione pubblica, anche se più svezzato rispetto al passato, è ancora poco raffinato, non coglie le sottigliezze interpretative che i media rovesciano sulla gente ogni giorno. Ma la situazione è delicata, può sfuggire di mano. E allora si salvi chi può.

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