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MAR0’/Italia: sono priorità, ma niente stop anti-pirateria

Il caso marò è una priorità: l’Italia sta facendo e farà ogni sforzo per riportare a casa subito i due fucilieri, anche in attesa della conclusione della controversa vicenda giudiziaria indiana perché «non possono essere processati in India». Ma non mette in discussione la partecipazione alle missioni internazionali anti-pirateria, sotto l’egida dell’Onu. Il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, lo ribadisce con forza. Lanciando anche un appello: il Paese «deve essere unito, perché questo ci dà forza», dice intervenendo alla discussione a Palazzo Madama sulle missioni internazionali mentre dai banchi di Forza Italia è pronto – a firma Augusto Minzolini – un emendamento che chiede la sospensione della partecipazione alle operazioni internazionali anti-pirati fino alla soluzione della vicenda di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Un emendamento, appoggiato anche da Fratelli d’Italia, poi bocciato (148 i ‘no’ a fronte di 92 voti a favore) dal Senato che ha dato il via libera al decreto legge sul rifinanziamento delle missioni italiane all’estero, passando ora la palla a Montecitorio. L’Italia deve proseguire il suo impegno nella missione internazionale anti-pirateria perché la comunità internazionale «ci sta dando sostegno» nella vicenda dei due marò facendo pressioni su New Delhi, ha sostenuto la Pinotti, spiegando che «lo stop alla partecipazione sarebbe percepito come una minaccia ai nostri alleati e non all’India». «Dobbiamo mantenere alta l’attenzione sul caso dei marò», ha aggiunto il responsabile della Difesa, ribadendo che il caso «ha un profilo internazionale»: «Non devono essere processati in India, questa è la linea dell’Italia», torna a dire il neoministro del Governo Renzi. Che, sulla vicenda – interviene l’inviato speciale Staffan De Mistura – «è partito molto bene con determinazione, chiarezza di messaggi e l’intenzione chiara di seguire la via internazionale». Non la pensa così invece Forza Italia, con Minzolini che legge nella ‘bocciatura’ del suo emendamento un «continuare nella logica inerziale». Ma «se non si troverà in tempi rapidi una soluzione adeguata sarà l’India a mettere in discussione le missioni antipirateria internazionali della Ue», ribatte Nicola Latorre, senatore del Pd e presidente della Commissione Difesa a Palazzo Madama, appoggiando il rifinanziamento anche delle missioni anti-pirateria. Il gruppo di Gal, invece, prima annuncia l’astensione sul decreto missioni e poi decide di non votare. «Chiediamo il ritorno a casa dei marò prima di provvedere al rifinanziamento delle missioni di pace», spiega Pietro Langella. Dall’India, intanto, il ministro dell’Interno Sushil Kumar Shinde conferma che la Legge anti-pirateria (Sua Act) «non si applica ai marò perché non sono militanti» terroristi. Una conferma, battuta dall’agenzia di stampa indiana Ani, di cui Shinde ha parlato ieri sera in una conferenza stampa in Kerala per ‘giustificare’ – nella regione dei pescatori uccisi dai colpi sparati dall’Enrica Lexie – la decisione del governo di Delhi di respingere la richiesta della polizia anti-terrorismo Nia di usare per i capi d’accusa la controversa legge.

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