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OSTIA/Gita sul Tevere senza scavi

Da Ponte Marconi ad Ostia in battello sul fiume, poi la visita agli scavi archeologici e quindi rientro in pulman o treno. Una formula che sta imponendosi con successo anche tra gli itinerari turistici di Roma e che rappresenta il punto di partenza per promuovere, tra le migliaia di visitatori che invadono ogni anno la città, un turismo itinerante inserendo, con la visita al porto di Roma anche una giornata al mare. L’accesso agli scavi era regolato da un cancello che si apre su via Gherardo e si trova a poche decine di metri dall’approdo. Da un mese a questa parte la Soprintendenza di Ostia Antica ha “scoperto” che la cancellata è una struttura di servizio e non riservata al pubblico, per cui, ingresso vietato. Morale: i turisti sono costretti a raggiungere a piedi, oltre due chilometri di strada sterrata, l’ingresso principale degli scavi. Nel rimandare al mittente le iniziative turistiche già in essere sul Tevere, viene data anche una giustificazione: “Questa Soprintendenza sta valutando l’opportunità di trasformare in futuro l’ingresso di via Gherardo in un entrata stabile per il pubblico, compatibilmente con le priorità di intervento e le risorse finanziarie a disposizione”, ossia, almeno due anni se va tutto liscio. “Ogni anno trasportiamo agli scavi circa 15 mila turisti – afferma Ubaldo Ranucci, presidente della Cooperativa Pesca, Natura e Turismo, che con quattro imbarcazioni effettua il servizio giornaliero – sono studenti delle elementari e medie, centri anziani, associazioni culturali, ma anche tanti turisti, soprattutto stranieri che stanno scoprendo la bellezza del fiume e la piacevolezza del servizio, oltre all’importanza del sito di Ostia Antica. Da un mese il cancello è chiuso. Vengono autorizzati ad entrare solo le scolaresche nell’ambito del progetto del Campidoglio denominato: “Città come scuola” e gli elenchi dei partecipanti devono essere comunicati 15 giorni prima. Se non troviamo una soluzione rischiamo di dover sospendere il servizio che oggi impiega oltre 40 addetti”. Il Municipio ha cercato di entrare nella partita. “Abbiamo interesse a sviluppare gli itinerari turistici sul Tevere. – afferma Antonio Ricci, presidente del Consiglio municipale – E questa decisione della Soprintendenza ci ha spiazzato. Abbiamo cercato un dialogo, ma sino ad oggi, la Soprintendente Mariarosaria Berbera, benché invitata a partecipare ai lavori della Commissione Cultura ed in particolare, nel secondo caso, la sua presenza era stata concordata con largo anticipo, non si è presentata e nemmeno ha inviato dei suoi sostituti. Comprendiamo eventuali difficoltà del Ministero, ma una soluzione va trovata, la foce del Tevere e gli scavi archeologici rappresentano un fiore all’occhiello del litorale a cui non possiamo rinunciare”. Enzo Bianciardi

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