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Berlusconi, elezioni forse tra un anno. Per me o la va o la spacca

I primi passi del governo Renzi, sono per Forza Italia, ‘deludentì, minati dal bluff della Tasi (per dirla con Maurizio Gasparri). Un ‘peccato originalè che potrebbe segnare il destino dell’esecutivo, almeno stando alla ‘profezià di Silvio Berlusconi che questa sera ha ripetuto, ma in modo ancora più netto, che l’attuale Esecutivo avrà vita breve e accidentata e che non arriverà certamente a fine legislatura. «Non penso che si andrà avanti fino al 2018. Fra un anno, dopo che si sarà fatta la legge elettorale, si potrà andare a votare», ha detto il Cavaliere in un collegamento telefonico con con una kermesse del partito al Fornaci Village a Frosinone. Ne è talmente sicuro, Berlusconi, che Renzi non reggerà più di una dozzina di mesi, che ha già programmato il proprio futuro insieme a quello del partito. «Oggi questa per me è l’ultima mossa, o la va o la spacca», ha esclamato, chiarendo che proprio per questo la sua uscita dovrà essere a testa alta, con il massimo degli onori, e lasciando il segno: «Dopo venti anni di guerra spero di lasciare la politica dopo aver garantito al mio Paese democrazia e libertà. Ergo: »Bisogna vincere le elezioni«, avere la »maggioranza assoluta« e »cambiare la Costituzione. «Solo vincendo possiamo modificare l’assetto costituzionale», ha insistito. In cima alle riforme – va ripetendo il Cavaliere – c’è il presidenzialismo: «il capo dello Stato deve essere scelto dai cittadini non dai segretari dei partiti»; da rivedere anche la Corte Costituzionale che «non è più un organismo di garanzia, ma è diventato un organismo politico della sinistra» dal momento «tre presidenti della Repubblica consecutivi di sinistra hanno profittato del loro potere nominando cinque amici di sinistra». Pur lontano da Roma, Berlusconi ha seguito con molta attenzione la giornata governativa, segnata oltre che dalle nomine dei sottosegretari e viceministri («becero correntismo», ha attaccato la fedelissima Michaela Biancofiore), anche dalle prime misure decise dal consiglio dei ministri. Nel mirino di Forza Italia è subito entrato l’aumento dell’aliquota Tasi presa a bersaglio dalla compagine azzurra: «Se il buongiorno si vede dal mattino…», ha ironizzato Giancarlo Galan, mentre Raffaele Fitto ha puntato l’indice contro Renzi che «parte con il piede sbagliato». «Si comincia male con la prima tassa di Renzi», ha rincarato Daniele Capezzone. Canzonatori verso Ncd, Renata Polverini e Maurizio Gasparri: «Le sentinelle antitasse di Alfano si sono distratte di nuovo?».

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