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CORTE DEI CONTI/Fiorito condannato: tra le spese illegittime la caldaia per la villa del Circeo

Franco Fiorito, l’ex capogruppo Pdl alla Regione Lazio, è stato condannato per danno erariale. Dovrà risarcire 1,2 milioni di euro: tra le spese illegittime contestate dalla Corte dei conti non solo il suv Bmw ma anche la caldaia comprata per la villa di San Felice Circeo. Quei soldi (cifra irrisoria rispetto al dato complessivo: meno di 2 mila euro) compaiono nell’elenco delle contestazioni che hanno portato alla sentenza di condanna pubblicata nei giorni scorsi. La Corte Conti Lazio infatti ha riconosciuto, pronunciandosi con decreto n.1/2013, «la natura pubblica del Gruppo» politico consiliare della Regione Lazio in merito alla vicenda dell’ex capogruppo del Pdl alla Pisana Franco Fiorito. «Confermando – ha spiegato il presidente Ivan De Musso – la propria giurisprudenza la Sezione ha riconosciuto la natura pubblica del Gruppo stesso, delle risorse finanziarie gestite e l’effettiva loro disponibilità e maneggio, nonchè l’obbligo di destinazione dei contributi percepiti alle finalità fissate dalla legge». Quanto alla caldaia viene contestata la cifra di «euro 1.815,00 per n. 1 bonifico del 15.07.2012 a favore di PINES IMPIANTI di PINES & C s.n.c, a pagamento della fattura n. 32b del 10.07.2012 con causale “fornitura e posa in opera di una caldaia modello Joannes Clizia. Raccorderia, accessori occorrenti, lavori eseguiti in San Felice Circeo (LT), Strada del Sole”». «Le voci di spesa – – si legge nelle motivazioni delal sentenza – indicate nel prospetto dal Requirente ineriscono, infatti, a spese non rientranti fra quelle che ne giustificano l’erogazione ai sensi degli artt. 3 e 3-bis della l.n. 6/73, ma piuttosto a quelle che potrebbero avere copertura nel più ampio quadro delle spese (elettorali) ammesse a rimborso ai sensi della l.n. 515/93 e s.m.i. e leggi collaterali. Poiché il Collegio ritiene incontestabili le risultanze fattuali emerse dalle indagini della Guardia di Finanza e la qualificazione di non inerenza alle finalità della legge regionale n. 6/73 delle spese effettuate dal Sig. Fiorito a valere sulle somme erogate al Gruppo consiliare, per i fini di cui agli artt. 3 e 3-bis, non contestate dal convenuto nella maggiore entità indicata all’udienza odierna dalla Procura – il medesimo deve essere condannato al risarcimento del danno a favore della Regione Lazio nella misura di euro 1.200.784,31».

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