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Renzi, disoccupazione allucinante, ora Jobs Act

Ora che la squadra di governo è pronta (44 tra sottosegretari e vice si aggiungono ai 16 ministri), Matteo Renzi può davvero cimentarsi nell’arte del suo libro preferito, quello di Murakami che ha portato con sè nel primo giorno in Parlamento, e mettersi a correre. Alle europee di maggio mancano meno di tre mesi, il banco di prova per il governo è quello, c’è una montagna di lavoro da fare e bisogna fare presto. E mentre corre, il premier deve già parare i colpi: critiche anche aspre, di pezzi di mondi diversi, che vanno aumentando in una spirale vorticosa e alle quali Renzi risponde opponendo gli atti, numerosi, approvati dal suo primo vero consiglio dei ministri, quello con il governo nel pieno delle sue funzioni dopo il voto di fiducia. Il decretone sugli Enti Locali con 570 milioni per mettere in sicurezza le finanze di Roma, il via libera alla Tasi maggiorata, la web tax cancellata, la proroga della sanatoria delle cartelle di Equitalia, un decreto per gli addetti alle pulizie nelle scuole, sanzioni per lo sfruttamento dei minori, permesso unico di soggiorno per cittadini non Ue. Renzi non si appalesa in conferenza stampa, al termine del consiglio dei ministri. Lascia che ad annunciare le cose fatte sia il fedelissimo Delrio, mentre lui macina incontri istituzionali. Fin dalle otto del mattino: il premier rumeno Ponta, il primo ministro di Malta Joseph Muscat, il Cancelliere austriaco Faymann, il premier belga di Rupo, ai quali dedica un’ora di colloquio ciascuno. E poi il consiglio dei ministri di oltre un’ora, con l’occhio già alle prossime trasferte: Tunisi, Bari, Berlino, Bruxelles. E la sera la festa di famiglia a Palazzo Chigi per il giuramento delle new entry del Renzi One. Con una rivoluzione copernicana della comunicazione istituzionale, il premier che parla via Twitter dà annunci in corso d’opera, a consiglio dei ministri in corso, sul social dell’uccellino azzurro. «La disoccupazione è al 12,9%. Cifra allucinante, la più alta da 35 anni. Ecco perchè il primo provvedimento sarà il JobsAct.#lavolta buona#», prende di petto la deflagrante questione del giorno, quando il consiglio dei ministri è iniziato da appena mezz’ora. Proprio a Berlino, dove è atteso per il 17 marzo, il premier intende presentarsi con il suo programma per il lavoro, perchè il vertice italo-tedesco ci porti ad un upgrading concreto nella considerazione della Germania. Ma senza esagerare negli ossequi, come Renzi fa ben capire scegliendo il Mediterraneo come prima tappa della sua diplomazia. E il premier comunicatore non si stanca di ‘promuoversì: «Rimossa la web tax, ne riparleremo in un quadro di normativa europea»,trova il tempo di rispondere ad un follower, a cdm appena concluso. «Avevamo detto no#webtax. Siamo stati di parola», condensa in 140 caratteri la sua soddisfazione.

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